Vittoria Puccini, protagonista della nuova fiction di Rai1, La Fuggitiva, si è cimentata in un ruolo che l'ha messa a dura prova, anche fisicamente, dal momento che ha dovuto fare i conti con un personaggio che pur di scoprire la verità e, soprattutto, affermare la propria innocenza, si è imbattuta in mille rocambolesche peripezie. Ed è proprio questo aspetto che l'attrice toscana mette in luce in un'intervista rilasciata a Tv Sorrisi e Canzoni, dove racconta qualcosa in più su questa nuova avventura televisiva per la quale, però, è incappata in un infortunio.

Un'esperienza nuova per l'attrice

In questa veste così spericolata Vittoria Puccini non l'avevamo mai vista, nonostante abbia interpretato ruoli da protagonista in varie occasioni, e soprattutto in film o fiction tv con una trama decisamente noir. Nel caso de La Fuggitiva, oltre alla sequenza investigativa che è alla base del racconto, c'è molto movimento sulla scena, come spiega lei stessa alla testata, dichiarando di essersi misurata con un'esperienza completamente nuova: "Ho girato molte scene d’azione. Ho anche imparato ad usare la pistola: non mi era mai capitato in tanti anni di carriera. Sui set si usano pistole a salve: il bossolo esce di lato e dalla canna non esce la pallottola. Sono pesanti, difficili da maneggiare. La prima volta che ho sparato mi sono spaventata per via del rumore tremendo". 

Vittoria Puccini racconta l'incidente sul set

Non solo l'uso della pistola, gli inseguimenti in auto e a piedi, sul set ci sono stati anche momenti in cui ha dovuto fare affidamento alla sua tenuta corporea e, come spesso accade in produzioni particolarmente incentrate sull'azione, l'attrice ha dovuto fare i conti con un piccolo incidente: "Abbiamo girato così tante scene d’azione che alla fine mi sono fatta male. In una scena, in cui mi proteggevo dietro un’auto in fiamme, dovevo uscire allo scoperto correndo e sparando: abbiamo ripetuto la scena più volte finché ho perso l’equilibrio e sono caduta. Mi sono rialzata piena di sangue: mi ero fatta male a una mano e un ginocchio, erano pieni di sassolini e schegge. Capita, pazienza.”