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Jovanotti: “Sanremo 2021 con Amadeus e Fiorello? È presto, non sappiamo nemmeno se ci sarà”

Jovanotti, intervenuto nella conferenza stampa online per il lancio del suo docutrip Non voglio cambiare pianeta, in arrivo su Raiplay dal 24 aprile 2020, ha risposto in merito ad alcune domande legate all’ipotesi di un Festival di Sanremo 2021 al fianco di Amadeus e Fiorello, pandemia da coronavirus permettendo.
A cura di Eleonora D'Amore
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Jovanotti, intervenuto nella conferenza stampa online per il lancio del suo docutrip Non voglio cambiare pianeta, in arrivo su Raiplay dal 24 aprile 2020, ha risposto in merito ad alcune domande legate all'ipotesi di un Festival di Sanremo 2021 al fianco di Amadeus e Fiorello, pandemia da coronavirus permettendo.

Difficile dirlo adesso, bisognerebbe capire dove saremo tutti noi tra un anno, e se sarà possibile farlo. Sono legato a loro da un'amicizia storica, un gruppo cresciuto attorno a Claudio Cecchetto, fatto di brave persone, che non mi hanno mai deluso e spero, a questo punto di non avere deluso io loro.

La smentita su Sanremo 2020

E sulla sua partecipazione mancata al Festival di Sanremo 2020, che con la premiata ditta Ama-Fiore ha portato ottimi risultati per la rete ammiraglia, tali da immaginare una prossima edizione a braccetto: "Non avevo mai detto che avrei partecipato nel 2020, ho solo fatto una battuta ad agosto mentre ero in una diretta sui social con Fiorello. È stata lanciata senza alcun fondamento, non avevo un progetto artistico da portare al Festival e volevo fare il mio viaggio".

Il futuro della musica dopo il Covid-19

Jovanotti ha poi fatto un passaggio sul futuro della musica dopo l'emergenza globale legata al Covid-19, che ha bloccato, e bloccherà ancora per tempo, tutto il mondo della musica e dei live. Il cantautore non ha dubbi che quando l'assembramento non sarà più un problema sociale, la musica ripartirà meglio e forse più forte di prima, in uno scenario diverso, come diverse saranno le persone che lo popoleranno:

Capisco che la musica fa parte del superfluo, ma è un superfluo necessario, è un superfluo dell’anima. La musica è uno sfogo cutaneo del pianeta e ci rivelerà qualcosa che ancora non sappiamo. A me i live nei drive in non mi consolano, la musica è dal vivo, con il contatto tra la gente. Al momento, nella fase 2 la musica non c’è, bisognerà aspettare una fase avanzata in cui sarà possibile l’assembramento. Nell’attesa, la condivisione di musica sui social è un palliativo, bisognerà tornare reinventandosi anche, facendo più e meglio di prima, immaginando qualcosa di diverso, come, del resto, lo saremo noi.

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