Il metodo Catalanotti segna l'addio alla serie tv Il commissario Montalbano? Negli ultimi tempi, le notizie sono sembrate andare tutte in quella direzione. Luca Zingaretti si è spesso detto desideroso di fermarsi per un po', per lasciare sedimentare il dolore della perdita di compagni di viaggio come lo scrittore Andrea Camilleri, il regista Alberto Sironi e lo scenografo Luciano Ricceri. Più di recente, l'attore Peppino Mazzotta che interpreta Giuseppe Fazio, ha assicurato che non ci saranno nuove puntate. In conferenza stampa, però, quello che sembrava ormai un addio ha lasciato spazio alla possibilità di una nuova stagione de Il commissario Montalbano. Ma andiamo con ordine.

Le parole di Luca Zingaretti e Peppino Mazzotta

Luca Zingaretti, nei mesi scorsi, aveva manifestato qualche reticenza a continuare a vestire i panni del Commissario Montalbano, proprio per la mancanza delle figure fondamentali del progetto: "Bisogna capire se uno non se la sente più di andare avanti senza determinate figure fondamentali oppure continuare. Io voglio elaborare". Qualche settimana fa, inoltre, l'attore Pippo Mazzotta è stato netto. In un'intervista rilasciata al settimanale Gente ha dichiarato: "Il Montalbano televisivo è concluso. Non credo si faranno altre puntate: le notizie che abbiamo ricevuto finora dicono così". Di recente, però, si è aperto uno spiraglio.

Il commissario Montalbano merita una degna conclusione

Partiamo dal presupposto che esistono altre storie scritte da Andrea Camilleri che non sono ancora state raccontate in tv. In particolare c'è il romanzo Riccardino, pubblicato postumo. Ad aprire alla possibilità di nuovi episodi de Il commissario Montalbano è stato innanzitutto lo stesso Luca Zingaretti, che in un'intervista rilasciata a Tv, Sorrisi e Canzoni ha spiegato:

"La verità è che dopo la perdita di Sironi e Camilleri è arrivata la pandemia e siamo ancora sotto shock. Non c'è stato il tempo di riunirci e prendere una decisione definitiva. Certo, ci sono ancora due libri di Camilleri che non sono stati portati sullo schermo: ‘Il cuoco dell'Alcyon' e il capitolo finale della saga di Montalbano, ‘Riccardino'. Quest'ultimo, poi, è un testo surreale, direi ‘sperimentale', straordinariamente difficile da trasformare in un film. Ma come diceva la mia maestra Suso Cecchi D'Amico: ‘Se l'opera lo merita, un modo si trova sempre. A costo di tradirla nella superficie per restarle fedeli nella sostanza'. Insomma, un passo alla volta. Vediamo come viene accolto questo episodio. Poi decideremo".

Alle sue parole, si aggiungono quelle di Carlo Degli Esposti. In conferenza stampa, si è detto convinto che la serie meriti un degno finale e ha rimandato la decisione definitiva a quando sarà finita la pandemia: "La serie va conclusa. Ma è presto per pensare a quello che faremo. Il Covid, poi, ci impedisce di tornare sul set con la giusta tranquillità". Quindi ha assicurato:

"Ci sarà un momento, dopo il Covid, in cui prenderemo una decisione. La scomparsa di Camilleri, Sironi e Ricceri per noi è stata un vero terremoto. Ci vuole un ripensamento che a caldo è difficile per tutti: c’è la responsabilità di trasporre la letteratura di Camilleri senza Camilleri, senza la maestria di Sironi. Vogliamo aspettare che passi la pandemia: produrre in queste condizioni mette addosso una tensione che non permette adesso un ripensamento. Certo, la serie va finita non possiamo chiudere con questa immagine di Montalbano, con questo Commissario così distante, ma abbiamo bisogno di tempo. Tutte le grandi mancanze hanno bisogno di tempo, il peggior nemico è la fretta”.

Dunque, è lecito dire che al momento non si tratta di un addio. L'intero gruppo di lavoro ha bisogno del giusto tempo per metabolizzare il dolore per la perdita dei colleghi e ragionare sulla possibilità di dare una degna conclusione alle vicende di Vigata.