24 Agosto 2012
13:30

I telegiornali e il caldo: cercasi “manichini da intervista”

I telegiornali quotidianamente parlano del “giorno più caldo dell’anno” riproponendo sempre le stesse argomentazioni, immagini ed interviste. E “Il Giornale” attacca gli italiani intervistati che “dicono quello che il tg vuol fargli dire”
A cura di Fabio Giuffrida

Caldo intenso in Italia, temperature oltre i 35 gradi

Che c'è caldo non ci vuole un telegiornale per capirlo, che in estate il caldo è d'obbligo, che è una condizione normale, naturale, prevedibile, è difficile invece farlo capire ad alcuni operatori della comunicazione. Ogni anno assistiamo alla solita storia trita e ritrita, già vista e quindi assai monotona e pure irritante. Ogni giorno non mancano uno o addirittura due servizi sul tempo in ogni tg con tanto di collegamenti dalle città più calde (e connesso anche il giornalista sul punto di svenire) oltre che approfondimenti grazie all'ausilio di esperti, dal metereologo di turno alla protezione civile in allerta. Subito partono le immagini, sempre le stesse, di fontane, bottiglie, sudore ed anziani, tutti rigorosamente all'ombra e sul punto di avere un infarto: restare a casa con l'aria condizionata accesa, no? "Oggi c'è più caldo di ieri" è la frase che ogni giorno sentiamo nei nostri tg (Studio Aperto? Un tg che scotta). Anche volendo è difficile capire quale sia stato il giorno più caldo dell'anno, tutti sono caldi, e in inverno "tutti sono estremamente freddi".

Manichini da intervista li ha definiti il collega Marcello Veneziani – sulle pagine de "Il Giornale" – tutti quegli italiani che, intervistati sul caldo, non fanno altro che fare il gioco del giornalista. C'è caldo, oggi il caldo è insopportabile, così facendo si scioglieranno i ghiacciai, non se ne può più; ci manca solo chi invoca l'aiuto del Governo Monti per risolvere la questione "caldo" – chissà – magari tassando il meteo. "Un pezzo di cretino, un semideficiente ammaestrato che dice quello che il telegiornale vuol fargli dire" li definisce Veneziani, e non ha torto. Dei manichini che parlano al plurale come per voler dire: "io parlo a nome degli Italiani". E che il caldo, così come la crisi, a volte siano diventati argomenti di moda o addirittura dei "tappabuchi" si era già capito. Ma in un'estate piena di notizie di politica ed economia perchè non occuparsi di argomenti seri e magari impostare un telegiornale più credibile ed autorevole, un po' come ha fatto Enrico Mentana con il Tg La7? (Qui la gaffe sulla fi*a di Armando Sommajuolo)

Sono risposte da temi di primina continua il giornalista de "Il Giornale" che non si dà pace e che poi rincara la dose:

[Il manichino da intervista, ndr] Se va al mercato deve dire che tutto è rincarato, se è un contadino deve lamentarsi della siccità.

Il vizio di lamentarsi per ogni cosa è tipico degli Italiani ma i telegiornali spesso ci marciano fotografando una realtà che non esiste e che viene creata ad hoc giusto per fare notizia e per non cadere nel banale (nonostante tutto i tg in termini di audience "tengono" a differenza della tv generalista che è in calo, ndr). La lezione è semplice: in estate c'è caldo, in inverno c'è freddo. Ad alcuni questa differenza non è ancora chiara. E dopo Nerone, Caligola, Lucifero.. quando arriverà Beatrice "porta piogge"?

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