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Studio Aperto, un Tg che “scotta”

Il Telegiornale di Italia1 torna ad essere preso di mira per la naturale tendenza a preferire servizi di gossip e di costume ad altri approfondimenti legati al mondo dell’informazione, soprattutto in questo periodo di avvento estivo.
A cura di Eleonora D'Amore
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Torna a far parlare di sè la tendenza del Tg di Italia1 a preferire servizi ed esclusive legate al mondo del gossip o semplicemente di costume ad approfondimenti di altro tipo. Ormai sono anni che Studio Aperto è stato etichettato come spazio di informazione frivola e mal gestita, soprattutto nei periodi in cui l'avvento dell'estate sembra imminente. A dimostrazione che il pregiudizio della gente ha delle fondamenta solide è andato in onda appena ieri lo speciale "L'autoscatto delle forme, la nuova moda che impazza sul web", un approfondimento ad ampio raggio sulla condivisione di immagini personali ritraenti corpi perfetti e forme prosperose (qui il servizio completo).

1minuto e 13 secondi di bellissime ragazze fisicate in bikini, con tanto di elogio all'armonia delle forme e alla straordinaria sensazione di benessere legata alla loro esposizione al sole. Ed è solo l'inizio. Se scorriamo a ritroso le ultime settimane emergono da subito "le azzurrine" in trasferta con i campioni degli Europei 2012, i coming out più famosi (da Tiziano Ferro a Ricky Martin), il quadrilatero del gossip Corona/Belen/Stefano/Emma, gli ultimi tentativi di trasgressione di Madonna, la chiusura del Billionaire, le follie al mare della Satta, la caccia alle nuove Veline e ancora video virali ripresi dal web, tigrotti, orsetti e gattini di ogni tipo. Quello che gli si contesta non è tanto la volontà di affrontare temi differenti da quelli canonici bensì la perseveranza nel perseguire un filone di sicuro seguito e a prescindere dal contenuto. Della serie "ti piace vincere facile".

A onor del vero c'è da dire che l'inclinazione di Studio Aperto ad un certo tipo di informazione non è mai stata unidirezionale e negli anni ha tentato di cavalcare parecchi filoni, tra i quali anche quello dell'Allarme Sicurezza. Catastrofi naturali, omicidi, rapine, scomparse improvvise, tutto ciò che era strettamente legato alla cronaca nera aveva una sicura collocazione nei suoi titoli di testa, come una sorta di elemento catalizzatore per far presa sui telespettatori. Ha analizzato questo aspetto il giornalista Alessandro Robecchi che, nel corso di una puntata di Glob, con Enrico Bertolino ha sottolineato questa tendenza avvalendosi dei dati forniti dal Centro Ascolti Radiotelevisivo, equivalenti al numero di passaggi dei servizi di cronaca nera in apertura dei maggiori telegiornali nazionali.

Una prevalenza schiacciante, che non ha fatto altro che scatenare ancor di più l'opinione pubblica. La stessa che in questi giorni ha voluto diffondere in rete una nota di dissenso contro il ritorno a pieno regime di Studio Aperto in concomitanza dell'avvento estivo e dei suoi tormentoni, chiedendo a gran voce di non cambiare solo canale ma anche l'aggettivo ad esso associato:

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