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Giovanna Botteri a Sanremo 2021: “Il Festival mi fa più paura delle bombe”

Potrebbe destinare scalpore l’affermazione con cui la nota giornalista si è presentata al Festival di Sanremo 2021, dove affiancherà Amadeus nella conduzione della finale. La Botteri ha regalato anche un messaggio sull’importanza di accettarsi con i propri difetti: “La mia presenza a Sanremo è la rivincita delle nerd. Cominciamo ad apprezzare anche l’imperfezione”.
A cura di Valeria Morini
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Sul fronte co-conduttrici, il colpaccio di Amadeus in questo Festival di Sanremo 2021 è forse la scelta controcorrente di Giovanna Botteri, giornalista e corrispondente Rai in Cina che è ormai un personaggio pop ma al contempo è anche un'icona dell'antiglamour. Al fianco del conduttore nella finale, potrebbe essere la sorpresa del festival ma è probabilmente destinata a far discutere la frase detta in conferenza stampa, in cui ha sostenuto come Sanremo le trasmetta più tensione dei bombardamenti cui ha assistito in tanti anni come inviata di guerra.

Sono iper emozionata, preoccupata, tesissima. Non sono riuscita a chiudere occhio. Mi dicono, ma come ha vissuto con le bombe. Ebbene, l'emozione di Sanremo è quasi peggio delle bombe. Voglio ricordare come si può e si deve vivere, anche con questa ferita. (…) Uno dei motivi per cui stanotte non ho dormito e sono terrorizzata è che non so assolutamente niente. Non farò grandi discorsi o appelli, sono stonatissima. Ballare? Sul tango possiamo parlarne ma non so niente. Aspetto anche io di sapere.

Il messaggio di Giovanna Botteri sull'importanza di accettarsi

Il suo ruolo sarà principalmente quello di ricordare agli italiani come "si può vivere e amare a distanza", in questi tempi di pandemia. Lei che ha raccontato il Covid dalle sue origini in Cina, ha commentato l'assenza di pubblico a Sanremo: "Io spessissimo sono sola, solo con una telecamera, e mi sono abituata a sentire quello che c'è oltre la telecamera. Penso che questo Festival ce l'abbia fatto sentire in tutti i modi. C'è un'Italia che ha voglia di farcela e uscirne". Sarà l'icona di una femminilità lontana dai canoni di bellezza e perfezione fisica imposti dalla società:

Il fatto che mi abbiano chiamato a Sanremo vuol dire che qualcosa è cambiato. Si sono chiesti se sarei venuta qui col vestito scosciato, i capelli in ordine e il botox in faccia. No, sarò me stessa. Questa è la rivincita delle nerds, lo hanno pensato anche le mie amiche: "Se ce l'ha fatta la Botteri ce la fanno tutte". Cominciamo ad apprezzare anche l'imperfezione, a piacerci con i nostri difetti, a essere più tolleranti, solidali, comprensivi.

Sulle donne vittime di violenza

Infine, ha commentato la tematica della violenza sulle donne, che può trovare spazio in un contesto importante e popolare come quello sanremese: "Sicuramente è un lavoro che va fatto in prima linea dalle donne, ma è fondamentale l'aiuto degli uomini. Il festival è un'occasione in cui ci si ritrova insieme, dove è importante dare idee, messaggi per cambiare la società. A volte bastano anche solo i simboli, come le scarpe rosse di Loredana Bertè nella prima serata".

La carriera di Giovanna Botteri

La giornalista triestina, classe 1957, ha iniziato a lavorare per la Rai a metà anni 80 ed è stata insignita di diversi premi giornalistici. Dopo una collaborazione con Michele Santoro per il programma Samarcanda è diventata inviata speciale seguendo eventi internazionali come il crollo dell'Unione Sovietica, la guerra nell'ex Jugoslavia (filmando con Miran Hrovatin l'assedio di Sarajevo con l'incendio della Biblioteca Nazionale, la strage del pane, il massacro di Markale e quello di Srebrenica), la ribellione a Valona, la guerra in Kosovo, il G8 di Genova, la guerra in Afghanistan e quella in Iraq del 2003. Ha condotto l'edizione delle 19 del TG3 e dal 2007 al 2019 è stata corrispondente dagli Stati Uniti. Dal primo agosto 2019 è corrispondente Rai in Cina, dove tornerà a fine marzo.

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