Flavio Insinna a L'Eredità si è scusato con il pubblico per la gaffe della quale si era reso protagonista nella puntata del quiz di Rai 1, andata in onda il 25 dicembre. Il conduttore aveva sottoposto ai concorrenti un quesito su Camillo Benso conte di Cavour, in particolare su quale fosse la frase che scrisse "nel 1869" per annunciare l'ingresso di Giuseppe Garibaldi a Napoli. Ma in quell'anno Cavour era già morto e la frase "I maccheroni sono cotti e noi li mangeremo" risale al settembre del 1860. L'errore non era passato inosservato ed era stato segnalato da diversi telespettatori sui social.

La frase di Cavour risale al 1860

“I maccheroni sono cotti e noi li mangeremo”, scriveva Camillo Benso conte di Cavour nel telegramma che inviò all'ambasciatore piemontese in Francia in data 7 settembre 1860, per annunciare l'ingresso di Garibaldi a Napoli. Cavour morì poi il 6 giugno 1961, quasi un anno dopo quel telegramma il cui contenuto rimase nella storia. L'errore di Flavio Insinna a L'Eredità quindi è di tipo temporale ed era contenuto nella formulazione della sua domanda.

La gaffe di Flavio Insinna su Cavour segnalata sui social

Sui social, in particolare su Twitter, il pubblico si era scatenato segnalando la clamorosa gaffe storica del conduttore di Rai 1. In tanti infatti avevano fatto notare che Cavour nel 1869 era già morto da diversi anni, dunque c'era evidentemente un errore nella formulazione della domanda rivolta ai concorrenti. D'altronde non era la prima volta e già in passato era capitato che nel corso de L'Eredità il conduttore ma anche i concorrenti incappassero in qualche gaffe, talvolta molto divertenti. Come quella del del “patchouli”, quando il concorrente Cristiano Panebianco non riuscì a indovinare il nome della nota essenza aromatica, pur avendo provato invano a pronunciarne il nome. Celebre anche quella sulle “zoccole” e i tacchi alti, altro momento diventato virale sui social.