Il nome di Eva Grimaldi, attrice italiana e sex symbol, ha fatto il giro della rete nell’arco delle ultime settimane. A innescare un caso sono state le dichiarazioni di Adua Del Vesco e Massimiliano Morra nella Casa del Grande Fratello Vip. Ex attori delle fiction prodotte da Ares Film, si erano lasciati andare a una serie di confessioni circa il loro passato comune che avevano acceso la curiosità degli spettatori. Eva, in qualità di attrice di alcune di quelle fiction e di ex fidanzata di Gabriel Garko – solo adesso i due hanno svelato di avere solo finto di essere una coppia nel senso tradizionale del termine – ha deciso di raccontare la sua verità a Verissimo, il salotto di Silvia Toffanin. Lo ha fatto ripercorrendo i suoi esordi e il rapporto con Alberto Tarallo, produttore cinematografico che si è recentemente difeso a Non è l’Arena:

A Roma negli anni ’80 c’erano feste, discoteche, amici. E c’è sempre una brutta compagnia. Cominciai con le canne, poi la cocaina. Durò poco, una stagione. Trovai un agente che mi prese per l’orecchio e mi spinse a studiare. Mi accolse in un abbraccio, poi non so dire che era un abbraccio o se c’erano unghie molto lunghe in questo abbraccio, ancora non riesco a capire. Da lì cominciai a prendere questo lavoro sul serio. All’epoca non era Ares, era un agente molto bravo con delle precise regole, ben precise.

 

Eva Grimaldi e la magrezza: “Clausole contrattuali, non oltre i 52 chili”

Eva racconta di essersi rivista in Adua Del Vesco e nel racconto di sé che l’attrice ha fatto al GF Vip, soprattutto a proposito della magrezza: “Vedendo Adua al Grande Fratello, sapendo la storia che ha avuto che mi è stata raccontata da Gabriel Garko perché io ero già andata via. Ho sentito che era diventata anoressica, mi sono rivista in lei e ho pianto per lei. Solo che lei ha affrontato tutto molto giovane. La lacuna di Adua consiste nell’avere raggiunto la popolarità da giovane. Io ero più grande, più scafata. Anch’io mi mettevo sulla bilancia tutti i giorni, avevo il lucchetto al frigorifero, non potevo mangiare ma di nascosto qualcosina mangiavo. Quando feci il film ‘Mia moglie è una bestia’, stavamo girando sulla neve e io ero molto magra. Sul contratto c’era una clausola: non dovevo superare i 52 chili. Io sono 1 metro e 71, 52 chili sono pochini. Ero arrivata a 50 chili. Sono svenuta sulla neve e i registi mi presero e mi portarono al ristorante per farmi mangiare una bistecca e del pane”. Con Ares i rapporti si sarebbero gradatamente allentati:

Ero ingenua. Quando affronti persone più grandi, più furbe, ti senti una pecorella smarrita. A mia madre e ai miei fratelli non ho mai detto nulla. Sono grata ad Alberto (Tarallo, ndr) e alla produzione. Ares è nata e io sono andata via dopo pochi anni, nel 2006, perché mi ero sposata in pochi mesi. Scendevo a Roma solo per girare alcune scene delle fiction. Io me ne lamentavo: già mi fate fare poche pose, poi nelle prime scene mi fate morire subito. E loro mi rispondevano “Non ti preoccupare Eva, nella prossima fiction sarai meravigliosa, farai un ruolo stupendo”. Io li guardavo con gli occhi incantati. Dopo qualche anno mi sono scocciata. Stavo male, mi ero separata perché il mio ex mi aveva lasciata dalla sera alla mattina. Tornai a Roma e loro – dico loro perché c’era anche Teo (Teodosio Losito, ndr) – mi diedero la dependance. Se avessi dato uno stop dopo il film che ho fatto con Gerard Depardieu da protagonista in Francia, forse potevo essere più forte, restare un po’ in Francia e avere un percorso diverso. Invece tornai in Italia perché dovevo girare un’altra fiction con la produzione. Forse non mi sarei ritoccata il viso in giovane età. L’ho ritoccato a 20 anni. Ricorrevo alla chirurgia perché dovevo, dovevo essere perfetta, l’icona.

Il rapporto con Gabriel Garko “creato a tavolino”

Come aveva già fatto Garko a Verissimo, anche Eva ha ammesso che la loro storia d’amore non è mai esistita, almeno non nel senso in cui la intendeva il pubblico che li guardava recitare insieme sul piccolo schermo. “Gabriel l’ho amato subito. Sui social ci puntano il dito contro, ci rimproverano di essere stati bugiardi. Non è così, ci siamo amati di un amore sincero, un amore vero. La coppia perfetta è quando c’è rispetto. Ho accettato che fosse il mio fidanzato perché ho visto questo ragazzone bello, di Torino, mi sono rivista in lui. Era ingenuo più di me. E dissi che sì, volevo fare la sua fidanzata. Era una storia nata a tavolino? Sì, tutto nasce a tavolino. Erano altri periodi. C’era il cartaceo, c’erano i giornali. Se volevi promuovere una fiction dovevi per forza creare qualcosa, si chiama star-system”, spiega l’attrice secondo la quale il rapporto finto tra Adua e Massimiliano Morra sarebbe nato proprio allo scopo di emulare quel successo:

Con Massimiliano Morra e Adua Del Vesco hanno voluto ricreare la coppia Grimaldi/Garko. C’è una differenza, che io e Gabriel vivevamo insieme, mangiavamo insieme, loro no. Io ritengo di essere stata davvero la sua fidanzata. Per Gabriel sono presente sempre, giorno e notte. Quando io e Imma ci siamo unite, dovevo invitare sia Tarallo sia Gabriel. Però volevo dirlo in faccia a Tarallo della mia scelta. Non è stato possibile e ho scelto di stare vicino a Gabriel perché è più debole, più fragile. Io sapevo della sua omosessualità, serviva una protezione. Ci siamo allontanati quando mi sono sposata. Ci siamo riavvicinati grazie a Imma. Io lasciai l’agenzia nel 2010 definitivamente perché Alberto mi disse che non potevo frequentare Imma, io avevo già la “tresca” che durò poco perché dopo una settimana tutta Roma sapeva già che la amavo. Alberto mi disse che sarebbe stato il caso che non frequentassi Imma perché mi avrebbero dato della lesbica e che avrei avuto difficoltà a trovare dei ruoli. In pochissimo tempo ho trovato tutte le mie amiche che mi hanno aiutato. Avevo già 50 anni e dentro di me ho deciso che non ci stavo. Ero sola e in quel momento non potevo vivere l’amore che volevo.

Il seno rifatto: “Mi fu detto di aumentarlo”

Quando la Toffanin le ha chiesto se ci fosse qualcosa che non rifarebbe se potesse tornare indietro, Eva non ha tentennato: “Se tornassi indietro non rifarei il seno. Io l’avevo già rifatto una volta ma era piccolo, mi era stato detto che dovevo aumentarlo. Ho avuto un’infezione batterica. Mi hanno tolto capsule, poi ne hanno rimesso un’altra, in un giorno entrai in camera operatoria due volte. Alla fine avevo 7/8 litri di siero al seno. La sorella di Alberto, una bravissima dottoressa, mi disse di farmi portare a Verona per operarmi e dopo mesi di febbre, quando stavo morendo, sono stata operata e sono rimasta un anno senza un seno”.