cristina parodi

Ancora in corso sono le trattative per l'acquisizione di La7, la piccola rete tv che è ancora nelle mani di Telecom Italia la quale – nonostante l'imminente cessione – sta investendo e scommettendo: si pensi al Cristina Parodi Live o al programma di Michele Santoro Servizio Pubblico. I costi delle produzioni a volte sono piuttosto alti. Stando a quanto rivela Milano Finanza, Maurizio Crozza costerebbe 14,3 milioni di euro per 30 puntate (l'audience è eccellente con circa 2 milioni di telespettatori e l'8% di share) mentre per Cristina Parodi Live i costi ammonterebbero a circa 11,7 milioni di euro. Ma in questo caso siamo davanti ad un programma che non riesce a superare il 3% di share, numeri che non hanno di certo entusiasmato Cristina Parodi la quale su Twitter aveva sbottato con un sonoro: "Tantissimi complimenti, pochissimi ascolti". E se a questo aggiungiamo i suoi 18 autori i costi lievitano vertiginosamente..

La concessionaria di Urbano Cairo potrebbe costituire un peso per La7 visto che il contratto sembrerebbe essere penalizzante per il gruppo Telecom Italia. Situazione che potrebbe rallentare o addirittura portare alla sospensione della trattativa sulla vendita di La7: tantissime le proposte avanzate in questi mesi, ma ancora nessun vincitore. Dai tedeschi agli americani fino agli italiani, si pensi allo stesso gruppo Cairo o addirittura a Mediaset che subito dopo si è ritirata, forse per evitare ulteriori polemiche, dopo quelle che si erano sollevate – legittimamente – per un paventato conflitto d'interesse. Se B., già proprietario di Mediaset e già "controllore" del Cda Rai, fosse diventato pure proprietario di La7 il potere sarebbe passato nelle mani di uno solo, si sarebbe gridato allo scandalo, al monopolio. Adesso invece anche 3Italia e Clessidra sarebbero interessate a La7, ma si tratta soltanto di rumors.

Geppi Cucciari costerebbe quasi 11 milioni di euro nonostante il suo programma, in preserale, sia fermo al 2-3% di share, non perchè sia poco interessante ma semplicemente perchè deve fare i conti con una controprogrammazione fortissima. Ora resta da capire se il futuro acquirente di La7 vorrà farsi carico di queste spese piuttosto alte oppure se partorirà una politica di tagli, un po' alla Monti. C'è anche il serio pericolo che La7 possa svuotarsi dei suoi contenuti che l'hanno fatta emergere negli ultimi mesi: ha ragione Paolo Bonolis quando dice che La7 è troppo politicizzata. Economia, politica, dunque problemi, polemiche, dibattiti tra politici tutto il giorno: un servizio che merita rispetto ed attenzione ma che alla lunga rischia di stancare o di appassionare solo una piccola fetta di pubblico. Obiettivo che una tv commerciale non può assolutamente perseguire, dovendo puntare piuttosto su programmi nazional-popolari.