Fanpage.it ha intervistato Deborah e Denise, protagoniste di una delle storie più discusse di C’è posta per te. Le due giovani si sono rivolte al people show condotto da Maria De Filippi affinché la famiglia di Denise si convincesse a proposito del loro amore. Ottenuto il permesso di aprire la busta ufficializzare quel legame anche in famiglie, le due giovani si sono sposate nel settembre 2018. Fanpage.it le ha raggiunte affinché raccontassero la loro storia.

Il matrimonio celebrato a settembre 2019

Abbiamo lottato tanto e siamo riuscite a coronare il nostro sogno. Ma ci sono ancora molti desideri da realizzare”: così Denise commenta questo epilogo felice, il momento ideale che le ha permesso di avere accanto a sé non solo la moglie Deborah, ma anche la sua famiglia al completo. Entrambe tornano con la mente a quel giorno di settembre in cui si sono sposate. Accanto a loro c’erano gli amici di sempre e, finalmente, entrambe le loro famiglie: “Il matrimonio è andato molto bene, soprattutto perché c’era la mia famiglia. In questo modo il mio sogno si è realizzato. Devo ringraziare i miei familiari, la redazione di C’è posta per te e Maria De Filippi per averci aiutate”. Solo il giorno prima dell’evento, hanno scoperto la famiglia di Denise avrebbe partecipato alle nozze: “Il giorno prima siamo a cena da loro e ci hanno detto che sarebbero stati presenti. Per me è stato un sogno bellissimo, ce l’avevamo fatta”. Denise ne approfitta per difendere i suoi familiari dopo le accuse di omofobia: “Sono passati per omofobi, non è così. La mia famiglia non è schierata contro gli omosessuali, era contro di me”.

La speranza di avere un figlio in Italia

Denise e Deborah hanno diversi progetti da realizzare, compreso quello di avere un figlio. Sanno, però, che il paese in cui sono nate non consentirà loro di percorrere questa strada e faticano a trattenere la rabbia: “Abbiamo in progetto di aprire una caffetteria e di avere un figlio. Immaginiamo il futuro con tanti piccoli ometti che girano per casa. Mi chiedo per quale motivo noi italiane siamo costrette ad andare in un altro paese per avere un bambino. Mi fa rabbia”. Il futuro si estende roseo di fronte a queste due giovani ragazze coraggiose. Meno di due anni fa, quando il loro amore è cominciato, non pensavano alla possibilità di diventare parte di un manifesto di rinnovamento. Ancora oggi non sentono di avere compiuto alcuna impresa:

Il messaggio che deve passare è che siamo delle persone normalissime, come una normale coppia etero. Non si dovrebbe fare alcuna distinzione. Mi auguro che le persone lottino sempre per amore. Noi non siamo eroi, siamo persone normali che hanno lottato. L’amore non deve avere confini, limiti, non ha sesso soprattutto. L’amore è amore.