È giunto al termine Ballando con le stelle. Per Milly Carlucci quella del 2020 sarà un'edizione difficile da dimenticare. Non solo per gli infortuni dei concorrenti, ma anche per il timore costante del contagio da Covid-19, che ha interessato tra l'altro ben tre dei membri del cast: Samuel Peron, Daniele Scardina – ormai guariti –  e Maykel Fonts, che è ancora positivo. La conduttrice, negli ultimi minuti della finale che ha incoronato vincitori Gilles Rocca e Lucrezia Lando, ha voluto fare un ringraziamento speciale.

Milly Carlucci e la paura di non farcela

Milly Carlucci ha espresso le mille peripezie di questa edizione spinosa del programma di Rai1. La conduttrice ha ringraziato la Rai, Ballandi e tutti gli addetti ai lavori che non si sono risparmiati e, nonostante mille ostacoli, hanno portato a termine con professionalità il loro lavoro:

"Vorrei dire una parola di ringraziamento. Stasera qui con noi c'è la Rai, il nostro direttore, il capostruttura, tutte le persone che hanno seguito questo percorso spesso davvero, davvero difficile. Devo dire grazie perché ci sono stati dei momenti in cui pensavamo di non farcela ad andare avanti ed è chiaro che il problema non è Ballando con le stelle. Il mondo e l’Italia hanno altri problemi, però nel nostro piccolo mondo abbiamo avuto delle crisi davvero difficili. Il mio grazie più grande va a voi ragazzi della trincea. Avete resistito giorno dopo giorno. Avete indossato la mascherina per un numero di ore impossibile. Non riuscendo più a respirare pur di attenerci alle regole, sperando di non ammalarci, sperando di poter arrivare a una puntata in più".

La tutela dei posti di lavoro in questo momento delicato

Milly Carlucci ha spiegato che ogni puntata aveva una sua importanza e non per semplice vanità di chi compariva davanti alle telecamere, ma perché significava che i posti di lavoro erano stati tutelati. In questo momento delicato, riuscire a mantenere la propria famiglia è diventato quasi un privilegio:

"Il fatto di fare una puntata in più non è una questione di vanità, per vantarci di essere su questo palco. È una questione di lavoro per tanti professionisti, per tante famiglie che sono dietro a questi professionisti. Essere qui è un privilegio perché almeno lavoriamo. Tanti in Italia non lavorano. Però ogni giorno quando ci incontravamo dietro le mascherine ci dicevamo: ‘Che succederà? Ce la faremo ad andare avanti?’, per salvaguardare il lavoro di tutti e un programma che è un patrimonio della nostra rete e di cui siamo orgogliosi".