A una settimana di distanza dalle dure accuse rilanciate da Jimmy Bennett nei suoi confronti a Non è l'Arena, è Asia Argento a raccontare la sua versione dei fatti rispetto a quanto accaduto con l'attore nel 2013.

La versione di Asia Argento

Il racconto è duro e ribalta quanto raccontato dallo stesso Bennett nella trasmissione di La7, durante la prima intervista a livello internazionale dopo le accuse nei confronti dell'attrice:

Per me era come un figlio perduto. Verrò a Los Angeles, gli dissi e lui mi chiese di studiare un copione come ai vecchi tempi (qui mostra anche una mail inviata a Bennett in cui lo sollecita a portare con sé la sceneggiatura, ndr) ma lui arriva e non l’aveva neanche portato. Ero così tesa perché gli volevo bene come un figlio ed ero felicissima di rivederlo. Non sapevo che fosse minorenne, pensavo fosse diciottenne perché me lo aveva anche detto. Non è vero ci fosse un accompagnatore, è salito da solo e aveva anche sbagliato ascensore, lo vedo e resto impressionata perché è entrato un uomo, ecco perché gli ho preso il viso, sì quello è vero, perché aveva la barba, non lo riconoscevo. Aveva lo sguardo vitreo, come tanti ragazzi che dopo i 13 anni non lavorano più, problemi con i genitori, li ha anche denunciati, mi ha messo tristezza, mi veniva da piangere in quel momento. Gli proposi un piccolo ruolo per fare un ruolo in un film indipendente è lì

che si illuminò e ci abbracciammo: lui, con ormoni evidentemente da ragazzo, è impazzito.

Asia Argento afferma che Bennett le sia saltato addosso

La novità è che Asia Argento non rinnega più il contatto fisico, ribaltando tuttavia la verità raccontata da Bennett: "E’ difficile raccontare, rido ma è anche una cosa traumatica. A un certo punto lui ha iniziato a baciarmi e toccarmi e in quel momento non era più un bambino, ma un ragazzo con pulsioni sessuali. Questo mi ha congelata mi è saltato letteralmente addosso, mi ha messo di traverso sul letto, ha fatto quello che doveva fare, cioè sesso completo senza preservativo e io ero fredda e immobile. Sarà durata due minuti… come un coniglio… io gli ho detto come ti è venuta questa cosa e lui ha risposto: ‘Sei il mio desiderio sessuale da quando avevo 12 anni' e si è fatto questo selfie… Io non ho reagito perché era impensabile, tutto pensavo tranne che questa cosa". E aggiunge: "Io dopo le accuse di Jimmy Bennett mi sono chiesta: ‘Come si fa a violentare un uomo? Come ho fatto a fargli venire un'erezione? Io che ho subito una cosa di questo tipo non ho provato piacere e non ho provato un orgasmo. Non so come sia possibile'".

Le presunte differenti versioni di Asia Argento

A questo punto diventa doveroso parlare di una questione sostanziale, ovvero il fatto che la Argento, stando alle accuse del legale di Bennett, abbia dato tre versione differenti della sua verità:

Nella prima dichiarazione io ho detto di non aver avuto un rapporto sessuale, perché per me un rapporto significa due persone che si incontrano e in maniera consenziente hanno un rapporto sessuale. Nella seconda versione spiegavo come il ragazzino mi fosse saltato addosso, specificando che la penetrazione ci fosse stata. E poi il mio avvocato ha spiegato in maniera più dettagliata come sia stato un assalto da parte sua che non era stato cercato da me.

Il capitolo Harvey Weinstein

Proprio a Weinstein è dedicata la prima parte dell'intervista, con Asia Argento che accetta ancora una volta di fare chiarezza sulla vicenda: "Voglio chiarire che io non ho avuto una relazione di 5 anni con Weinstein, come affermato da Farrow in un paragrafo e non ho mai lavorato con lui dopo lo stupro". E racconta ancora una volta la sera in cui avvenne lo stupro:

Io gli dissi che non volevo. Era così convincente, come tutti i sociopatici, da portarmi a fargli un massaggio. E lì mi è saltato addosso, quando stavo iniziando a massaggiare un po' vergognosamente le sue spalle, con anche un po' di schifo, perché in effetti non è un adone. Il suo viso, per alcuni anni, mi ha veramente perseguitato

Asia Argento accenna anche allo scarso appoggio femminile ricevuto dalle sue colleghe italiane: "Una sola attrice mi ha chiamato, ma non voglio dire il nome perché non c'è stato seguito a questa chiamata. Mi hanno chiesto di firmare questa lettera che a me è parsa una lettera di Babbo Natale, in cui si dice che è successo a tutte noi, ma non si dice chi sia".

Nel capitolo Bourdain Asia Argento ripete quanto aveva già raccontato al Daily Mail pochi giorni fa: "Io sto ancora lì nel momento in cui mi dissero con una telefonata che si era tolto la vita. Poi c'è stato l'abisso, la disperazione, i miei poveri figli. E anche il senso di colpa di non aver visto il suo dolore. Non me l'aveva mai mostrato, lui era quello forte che proteggeva me, che mi rassicurava, ero io quella depressa". E poi offre il suo ricordo dello chef:

Mi ha dato gli anni più belli della mia vita e non me li porterà via nessuno, anche se mi hanno accusata di aver provocato la sua morte.

Le conseguenza sulla vita e sulla carriera di Asia Argento

Si apre poi il capitolo relativo alle conseguenze che la vicenda Bennett ha determinato sulla sua vita: "La cosa che più mi ha ferito è stata essere chiamata pedofila. Ho dei figli e quello è uno stigma che non auguro a nessuno. Per la morte di Anthony, per questo, non so come riesco ancora a stare in piedi. Non sono sola, ho i miei figli che hanno sofferto tantissimo" racconta, aggiungendo su suo figlio:

Ora sta vivendo negli Usa perché quando hanno iniziato a chiamarmi pedofila, prima che l'opinione pubblica iniziasse a cambiare idea su di me grazie a X Factor, l'ho mandato dal padre. Avevo paura ci fossero contro di lui episodi di bullismo.

Asia Argento chiede di tornare a X Factor

L'attrice, in lacrime, torna su un tema spesso dibattuto in queste ultime settimane rispetto al suo ruolo di giudice a X Factor, che ha dovuto lasciare su decisione di Sky dopo le accuse di Bennett: "Vorrei tornare a X Factor, a fare il mio lavoro, perché i miei figli sono fieri di me, l'Italia mi vuole e non ho fatto niente di quello di cui sono accusata". A queste parole ha reagito lo stesso Giletti, facendo un appello all'ad di Sky Andrea Zappia, affinché possa prendere in considerazione un ripensamento.

L'attacco a Rose McGowan e Rain Dove

Si apre anche la parentesi relativa a Rose McGowan e Rain Dove, che l'hanno accusata nelle scorse settimane in merito alla questione Bennett. Giletti mostra l'intervista in cui Rain Dove piange parlando dei messaggi consegnati ai giornali: "Mi fa schifo questa persona. Se io fossi una regista e dovessi dire ad un attore di fingere esattamente come fa lei in questa intervista. Lei chi è? Lei è la persona che ha venduto i miei messaggi a Tmz selezionandoli?". E sulla McGowan:

Ho ricevuto delle scuse da Rose McGowan, ma dopo due mesi è facile. Queste due donne hanno venduto ai giornali messaggi selezionati, dicendo in giro che io avessi ricevuto da Bennett foto di nudo quando aveva 12 anni.