Era alta l'attesa per la presenza di Jimmy Bennett a Non è l'Arena, il talk di La7 condotto da Massimo Giletti. L'attore e musicista che ha accusato Asia Argento di molestie quando lui aveva 17 anni, e dunque ancora minorenne, ha deciso di rilasciare la sua prima intervista da quando a fine agosto è esplosa la bufera sulla attrice e regista italiana, tra le testimonial più influenti del movimento Me Too dopo le accuse ad Harvey Weinstein e improvvisamente costretta a fare fronte a pesantissime accuse nei suoi confronti.

Bennett si presenta in studio da Giletti accompagnato dal suo avvocato Gordon Sattro, presente per vigilare rispetto alle eventuali implicazioni giuridiche correlate alle domande del giornalista, ma il legale dell'ex attore (che oggi dice di volersi dedicare solo alla musica) precisa di aver scelto questo programma tv per la prima apparizione mondiale perché il caso Bennett ha indubbiamente spaccato l'Italia e per l'approccio imparziale che il conduttore ha avuto, secondo lui, in questi anni.

L'infanzia di Jimmy Bennett

Jimmy Bennett inizia a raccontarsi dall'età dell'infanzia, quando era un bambino prodigio del cinema: "Ho iniziato la mia carriera da giovanissimo, ho recitato con grandi star del cinema". In questo contesto spiega come la sua non sia stata un'infanzia convenzionale, fatta di scuola e feste con gli amici, ma di lavoro e studio con insegnanti privati. Ma a lui la cosa stava bene: "Sapevo che in un modo o nell'altro avrei dovuto vivere, nella mia vita, nel mondo della creatività". Bennett aggiunge un dettaglio rispetto al modo in cui Asia Argento si pose sul set nei suoi confronti:

Il sentimento che ci ha legato dal primo giorno sul set è quello di un rapporto madre-figlio, anche perché lei aveva quasi la stessa età di mia madre […] Il legame tra noi era speciale, lei era molto concentrata sul film e voleva veramente incarnare quel rapporto tra madre e figlio, affinché fosse più realistico. Ma sembrava che andasse oltre l'aspetto professionale. Se guardate le foto di quel film capirete che il nostro era un rapporto molto ravvicinato.

L'attore racconta gli sviluppi del rapporto con Asia Argento dopo quel film: "è continuato via sms e e-mail, ho continuato a viaggiare, non c'è stato altro incontro faccia a faccia per dieci anni, ma ci tenevamo in contatto così". Poi arriva l'incontro tra i due, in quella stanza d'albergo dove si sarebbe avvenuto il rapporto sessuale:

A proporre l'incontro dopo tanto tempo è stata Asia. Penso che abbiamo iniziato a parlare via Twitter e poi abbiamo seguito questo filo via e-mail private, decidendo poi di incontrarci […] Per me non fu una grande sorpresa, ero contento di vederla e quando ricevetti il suo invito ci incontrammo per parlare del suo film italiano al quale voleva partecipassi.

Bennett entra nei dettagli di quell'incontro del 2013, spiegando le sue sensazioni della vigilia: "Ricordo che mi sentivo un po' strano, continuava a mandarmi foto e bigliettini che scriveva nel suo hotel. Non sapevo se il suo atteggiamento fosse una maniera di mostrare affetto, non sapevo cosa aspettarmi. Ero contento di incontrarla, ritenevo normale vedere un'amica". Poi Bennett ammette che al tempo chiamava Asia Argento "mamma". All'incontro Bennett non si presenta solo:

Ci siamo incontrati in hotel, io ero accompagnato da un autista (non viene rivelato il nome della persona), questa persona è salita con me. Quando sono entrato Asia ha dato un'occhiata all'accompagnatore, chiedendogli chi fosse. Lo ha fatto sentire escluso per tutto il corso della nostra conversazione, fino a quando questa persona non ha pensato fosse il caso di lasciarci soli.

Giletti analizza le fotografie di quella giornata e chiede a Bennett di capire se fossero state scattate prima o dopo il presunto rapporto sessuale e l'attore svela che la foto più celebre dei due, quella che li vede ritratti insieme, in cui Asia Argento abbraccia Bennett, sia stata scattata dopo aver fatto sesso.

Il suo accompagnatore va via ed è qui che il racconto di Bennett va al dunque: "Quando la persona è uscita, tutto è accaduto molto rapidamente. La prima cosa è che Asia mi ha offerto dello champagne, poi ha messo della musica ed ha iniziato a fumare, raccontandomi del film che intendeva realizzare. Mi ha detto che avrebbe voluto viaggiassi, non essendo mai stato in Europa […] Tutto è iniziato entrando nella stanza, lei ha preso il mio viso, mi ha guardato da vicino, era come se mi guardasse da vicino ispezionandomi ed ha iniziato a baciarmi. La mia interpretazione era che Asia mi stesse manifestando affetto, che si trattasse di una questione culturale, il suo bacio per me era diverso. Poi dopo un po' ho avuto l'impressione che non si trattasse solo di un bacio amichevole, ma che in realtà stesse cercando di esplorare la situazione […] Ho avuto l'impressione che stesse cercando di andare a parare verso qualcosa di diverso e non solo il bacio". Quel qualcosa di diverso, secondo Bennett, è poi accaduto:

"Per me è difficile parlarne in pubblico, di fronte ad estranei, però non voglio dire nulla di inadeguato. Dopo che il bacio era diventato qualcosa di più, Asia ha appoggiato le mani sul mio corpo in maniera diversa e modalità diverse. Poi mi ha spinto sul letto e mi ha slacciato la cintura e i pantaloni.

Bennett conferma di essere stato violentato da Asia Argento

Alla domanda precisa, Bennett conferma la sua posizione: "Asia Argento mi ha violentato, è stato un rapporto sessuale completo. Non era la prima volta per me, avevo già avuto rapporti". Giletti affronta l'argomento da un punto di vista molto battuto da quando la questione è emersa, ovvero la difficoltà ad immaginare una violenza sessuale ai danni di un uomo o come sia complicato comprendere come un ragazzo possa solo subire in una circostanza di questo tipo. Jimmy Bennett risponde così:

Si dice normalmente che io avrei voluto questo rapporto con Asia. Si dice che io dovrei essere stato solo un omosessuale per non aver voluto un rapporto con Asia. Ma non è così, una donna può essere bella e affascinante ma abusare di un uomo. Non credo che questa mentalità sia molto diffusa e quindi si tende a non credere all'accaduto.

L'attore e musicista non nega di essere stato probabilmente attirato nella tela da Asia Argento anche per l'influenza che lei aveva avuto nella sua carriera: "Con Asia il rapporto risaliva a molti anni prima, io avevo grande fiducia in lei, perché mi aveva fatto recitare in un film. Probabilmente ho avuto cieca fiducia in lei, in quanto mi stava promettendo. In quella situazione mi ha fatto sentire, in un certo senso, impotente". Dopo quell'esperienza "Asia è sparita e non si è più parlato del film", ma gli effetti traumatici di quanto accaduto si sarebbero manifestati subito:

Dopo quello che è successo mi sono sentito confuso da subito e poi per i due anni successivi dopo l'incontro. Quell'esperienza ha cambiato la mia vita, ma non ho denunciato perché non sapevo che avessi vissuto un'esperienza così profonda e difficile. Per anni mi sono sentito confuso e ci è voluta l'azione di persone che hanno parlato pubblicamente, come Asia, e io ho trovato dei parallelismi con la mia vicenda.

Le presunte minacce di Asia Argento a Jimmy Bennett

Il suo terzo avvocato ci ha mandato una lettera, dicendo che avrebbero visto l'intervista e cercato ogni motivo per contestare l'intervista. E poi è stata minacciata anche Rose McGowan nei giorni scorsi, quindi è tutto coerente con l'atteggiamento di Asia Argento in questa vicenda. Bennett aggiunge: "Asia mi ha minacciato un paio di giorni fa, non sono preoccupato dalle minacce, ma da eventuali malintesi. Non voglio dire nulla che possa danneggiare qualcuno".

Perché Bennett ha chiesto un risarcimento privato?

"Non volevo discreditare Asia all'interno del movimento Me Too perché ritenevo che la sua azione fosse meritoria e ho pensato anche che sarebbe stato davvero difficile credere alla mia storia. Pensavo ci sarebbe voluto molto più tempo per difendermi e dimostrare quanto fosse accaduto". Così spiega le ragioni della richiesta di risarcimento di 3.5 milioni di dollari di Bennett, affinché tutto si risolvesse e rimanesse segreto. Era stato l'avvocato a scegliere di inviare la lettera ad Asia Argento: "Abbiamo calcolato quanto guadagnasse prima del fatto Jimmy, e quanto guadagnato dopo, perché la questione aveva inciso anche sui rapporti nell'ambiente di Jimmy". 

Un dettaglio, non irrilevante, riguarda la somma di 200mila euro pagata a Bennett, che stando alla versione di Asia Argento sarebbero stati versati da Anthony Bourdain. Il legale di Bennett precisa: "In America, quando c'è una transazione, se si rappresenta la difesa, si deposita la somma di denaro che va all'avvocato. Noi sapevamo che la parte opposta era quella di provenienza del compenso e noi pensavamo che, piuttosto che Bourdain, era stata la famiglia di Asia a provvedere al pagamento". Quanto alla richiesta di denaro, lo stesso avvocato precisa che il suo cliente non vuole più altri soldi.

La vicenda penalizzerà il movimento Me Too?

"Non penso che questa vicenda danneggerà il movimento Me Too", afferma Bennett, spiegando perché non ritiene che questa vicenda farà rientrare tutto quanto emerso mesi fa dopo le accuse a Weinstein. "Il movimento punta il dito contro chi abusa del proprio potere e io ho davvero provato la stessa sensazione. Io non credo che questa vicenda stia facendo un favore a Weinstein, noi togliamo il velo sull'ipocrisia di Asia, perché c'è perfetta coerenza tra lo schema di Asia e quello di Weinstein. Non sto paragonando i due poteri, ma anche Asia ne aveva, io non vedevo l'ora di partecipare a un film con lei, amo il mio lavoro di attore ed ero pronto a cogliere ogni possibilità e Asia ha abusato del suo potere portandomi in quella stanza di hotel. C'è stato uno squilibrio nella distribuzione di potere". 

La versione di Asia Argento

Asia Argento, dal canto suo, ha negato ogni accusa a lei rivolta da Bennett, smentendo in assoluto di aver avuto con lui rapporti sessuali nel corso del tempo e confermando il pagamento di una cospicua somma in danaro che, nella versione della Argento, sarebbe stata versata dall'allora compagno Anthony Bourdain, affinché Bennett non potesse più interferire nella loro vita.