In collegamento video da Roma, Andrea Camilleri è intervenuto nella puntata di Che tempo che fa del 24 febbraio. All'indomani degli straordinari ascolti tv raccolti da Il Commissario Montalbano e prima della messa in onda de La stagione della caccia, lo scrittore siciliano ha rilasciato un'intervista breve ma già storica. Da ricordare le sue parole a commento delle polemiche sull'episodio di Montalbano incentrato sul tema migranti.

Le riflessioni su Montalbano e i migranti le ho accolte con stupore. Non c'è nulla che possa suscitare sdegni nel mio romanzo. Ho semplicemente raccontato quello che succedeva qualche anno fa nella mia Porto Empedocle, quando la Guardia Costiera portava lì centinaia di migranti raccolti in mare. Se questa è polemica non so che fare, questa è cronaca, è Storia. Forse una volta avevamo più cuore. Porto Empedocle è un porto aperto, accogliente.

L'appoggio a Roberto Saviano

Camilleri ha inoltre rivolto un messaggi di sostegno Roberto Saviano, che poco prima è intervenuto nello stesso programma con un messaggio sul tema dei migranti: "Nessun italiano ha la vita migliorata se viene resa la vita impossibile ai migranti. Togliere i diritti ai migranti significa cominciare a toglierli a se stessi. La priorità deve essere prima i diritti". "Volevo unirmi all’applauso fragoroso per Roberto Saviano", ha dichiarato l'autore siciliano, che si è poi rivolto al collega napoletano, tornato brevemente in studio: "Roberto, queste parole mi vengono dal cuore. Ti ammiro e ti voglio bene". Quindi, una riflessione sull'andamento negativo dell'età contemporanea e un inno all'importanza della cultura:

Non solo l'Italia. Mi preoccupa il mondo. Forse qualche studioso può dirci perché il mondo sta ruotando al rovescio. Ancora qualche anno e si rischia di tornare all'età della pietra. Ma ho una fiducia sconfinata nell'uomo e nella donna. Credo che l'umanità riuscirà a uscire bene da qualsiasi situazione. Il sapere, chi ce l'ha lo deve seminare come si semina il grano. Il sapere non è un'élite, ma l'uso quotidiano. Quando avverrà saremo veramente uomini sulla terra.

Camilleri colonna portante della televisione

Fabio Fazio ha definito Camilleri una "colonna portante della televisione", ma lui ha rigettato ironicamente ogni etichetta: "Lei mi atterrisce. Io non me lo so spiegare, posso solo dire qual è il mio approccio". Straordinario il racconto delle due lezioni di vita che ricevuto, "una diretta e una indiretta":

Io ? Ho avuto due lezioni. Una diretta nel 1949, quando diedi l'esame come allievo regista all'accademia d'arte drammatica. Il maestro di regia Orazio Costa mi disse: "Sappia che non condivido nulla di ciò che ha scritto e detto in queste due ore. Arrivederci". Sicuro di non essere stato ammesso, passai dieci giorni meravigliosi girando per Roma.Poi scoprii di essere stato ammesso all'Accademia e che le lezioni erano iniziate da sei giorni. Costa mi disse: "Non condividere non significa che le opinioni degli altri siano sciocche". Questa è stata la prima lezione: ascoltare fino in fondo le ragioni degli altri. La seconda lezione, indiretta, fu quando assistetti a una discussione tra Leonardo Sciascia e un suo amico, che continuava a dire: "Io penso…". Sciascia gli disse: "Tu devi riflettere prima di pensare".

La stagione della caccia e Conversazione su Tiresia

Se Il Commissario Montalbano è terminato, i fan di Camilleri possono gioire, dal momento che sono previsti ben due appuntamenti da non perdere. Lunedì 25 febbraio va in onda su Rai1 "La stagione della caccia" con Francesco Scianna, tratto dall'omonimo romanzo dello scrittore siciliano. Il 5 marzo, invece, sempre Rai Uno proporrà in prima serata "Conversazione su Tiresia", lo spettacolo di e con Camilleri registrato lo scorso giugno al teatro greco di Siracusa, senza interruzioni pubblicitarie. Lo scrittore ha infine annunciato un nuovo lavoro a teatro:

Sto preparando un altro spettacolo. Si chiamerà Autodifesa di Caino.