Ai piani alti della Rai, quella di sponda giallo-verde, il ritorno del Commissario Montalbano sembrava fare così spavento al punto da spostare le analisi a posteriori di Fabio Fazio, sostituendole con lo "Speciale Porta a Porta" sulle topiche elezioni in Abruzzo. "Il palinsesto in certe circostanze viene modificato" aveva detto la direttrice Teresa De Santis, allontanando ogni sospetto. Sacrosanto. Eppure, "L'altro capo del filo" ci arriva in un momento necessario per il dibattito del paese.

"Ancora con questa storia che i terroristi dell'Isis arrivano con i barconi dei migranti?". L'episodio apre con questa battuta agrodolce del Commissario Montalbano ai suoi sottoposti, mentre sono impegnati con lo sbarco di migranti più consistente nella storia della cittadina di Vigàta. Le storie di vita dei migranti – sebbene sia più corretto chiamarli sfollati perché sfuggono dai bombardamenti – si mescolano di sbarco in sbarco, fino ad una sequenza che lascia senza fiato: Montalbano recupera con le sue mani un ragazzo morto in mare. Luca Zingaretti e Sonia Bergamasco giganteggiano nel restituire l'impotenza del momento. Una impotenza che ritorna successivamente, nei momenti in cui Montalbano si dedica alla preghiera e alla riflessione in una chiesa. In questo scenario, si innesta il giallo di puntata: l'assassinio di Elena, sensuale sarta che sembra rimasta vittima di un delitto passionale. Ma tranquilli: chi scrive non vuole svelare il resto dell'intreccio per non fare spoiler, dato che la puntata può essere facilmente recuperata su RaiPlay.

Però va detto che "L'altro capo del filo" è un episodio privo di qualsiasi presunzione di "buonismo", che mantiene quasi intatto lo stile di Andrea Camilleri del romanzo originale, pubblicato da Sellerio Editore nel 2006. La vicenda degli sbarchi degli sfollati è solo un contorno che non pretende di insegnare a nessun politico come fare il proprio lavoro ma, quello sì, prova solo a restituire dignità umana a quelli che molto spesso vengono trattati come appestati ed invasori dall'opinione pubblica. Alla luce di quanto visto, le presunte preoccupazioni – dalla Rai smentite – non avevano in fondo alcuna ragione d'esistere.