C'è posta per te 2019
14 Marzo 2019
15:14

Accoltellò il rivale dopo un rifiuto a C’è posta per te, condannato a 8 anni di carcere

La Corte di Appello di Napoli ha condannato a 8 anni di reclusione Emanuele Colurcio che nel 2016 accoltellò il rivale in amore Domenico Di Matteo, nuovo fidanzato della sua ex compagno. Colurcio si era rivolto a C’è posta per te per riconquistare la sua ex e, dopo il rifiuto di lei, aveva aggredito l’uomo. Il people show di Maria De Filippi aveva deciso di non mandare in onda quella storia.
A cura di Stefania Rocco
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C'è posta per te 2019

La Corte di Appello di Napoli ha condannato a 8 anni di reclusione Emanuele Colurcio, l’uomo che nel 2016 aveva accoltellato il rivale in amore dopo un rifiuto consumatosi in tv a C’è posta per te. Il giovane, all’epoca 22enne, aveva chiesto il supporto della redazione del popolare people show condotto da Maria De Filippi per riconquistare l'ex fidanzata che lo aveva lasciato. Dopo il rifiuto di lei, con relativa chiusura della tradizionale busta, Colurcio aveva accoltellato il  nuovo compagno della giovane donna. In seguito a quei fatti gravissimi, la redazione della trasmissione, unitamente a Mediaset, aveva comprensibilmente deciso di non mandare in onda la storia.

I fatti contestati a Colurcio

Dopo il no dell’ex fidanzata in tv, Colurcio aveva aggredito con un coltello Domenico Di Matteo, nuovo fidanzato della ragazza. L’accoltellamento si era verificato a gennaio 2016 nella zona dei Baretti di Chiaia. La vittima aveva riportato ferite molto gravi all’addome. Comprensibile la decisione di C’è posta per te e dell’editore di censurare quella storia, che sarebbe dovuta andare in onda nel corso della terza puntata dell’edizione del 2016.

La condanna riformata in appello

Per quell’aggressione, Colurcio fu condannato a 14 anni in primo e in secondo grado di giudiio. L’avvocato difensore Andrea Scardamagno, subentrato in appello al suo predecessore, aveva presentato ricorso in Cassazione che aveva deciso di annullare la sentenza in riferimento all’aggravante dei motivi abbietti e futili. Il 13 marzo 2019, la Corte di Appello ha riformato la sentenza espressa in appello, condannando Colurcio a 8 anni di reclusione. All’uomo sono stati contestati gli atti persecutori nei confronti della sua ex compagna, il porto illegale del coltello e il reato di tentato omicidio con l’aggravante della premeditazione.

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