A Non è l'Arena si torna a parlare di contatti tra il mondo della musica neomelodica e ambienti malavitosi, tema tornato di enorme attualità dopo l'inchiesta di Fanpage.it Camorra Entertainment, partita dal matrimonio tra Tony Colombo e Tina Rispoli.

Massimo Giletti dedica un blocco consistente della puntata alla questione, ospiti in studio il direttore di Fanpage Francesco Piccinini, Red Ronnie, Alfonso Sabella e Selvaggia Lucarelli. Prosegue la narrazione con le immagini della troupe di La7 aggredita a Napoli in occasione del concerto non autorizzato di Tony Colombo e il filone siciliano dell'inchiesta dedicato principalmente a Filippo Zuccaro alias Andrea Zeta, neomelodico arrestato lo scorso marzo nell'ambito di un blitz antimafia a Catania.

Particolarmente forti le immagini dell'aggressione alla troupe che stava tentanto di raggiungere Tony Colombo e i suoi collaboratori durante il recente concerto improvvisato del cantante alla Pignasecca, nota arteria del centro storico napoletano. All'indirizzo dell'inviato del programma di La7 insulti e spintoni, oltre che minacce: "Ti rompo il c**o", "andatevene tu e il giornalista". La notizia dell'aggressione era stata prontamente diffusa da Giletti nelle ore successive ai fatti.

Red Ronnie fa ascoltare un audio di Bobby Solo

In studio è presente Red Ronnie, che affronta l'argomento da una prospettiva musicale, definendo Tony Colombo sia "discograficamente morto" e lanciandosi in un ragionamento che vuole sottolineare come tra il mondo della musica e gli ambienti della malavita ci sia sempre stato un rapporto particolare, in cui gli artisti si ritroverebbero ad essere spesso sfruttati in un sistema che li obbliga a prendere parte a determinati eventi. "La mafia ha sempre sfruttato la musica", sostiene Red Ronnie, facendo ascoltare un audio in cui Bobby Solo racconta di una tournée organizzatagli da John Gambino, noto boss della mafia americana. Nell'audio il cantante dice:

Sono stato sfamato da Gambino e gli sono grato, perché avevo una fame tremenda. Pesavo 68 chili a 31 anni. Che delle persone possano fare cose discutibili non è compito mio dirlo.

Interviene il magistrato antimafia Alfonso Sabella, che respinge fortemente i toni assolutori di Red Ronnie, rimarcando il marciume che caratterizza questi ambienti e ricordando che si può scegliere di non frequentarli. "Non ci sono molte volte possibilità di scelta", risponde Red Ronnie.

L'affondo di Selvaggia Lucarelli su Barbara d'Urso

Dopo aver mostrato le immagini di Andrea Zeta che si rifiuta di parlare all'inviato di Non è l'Arena, il dibattito si orienta ancora una volta sulle responsabilità della televisione in questa vicenda. Giletti precisa che la sua rivalità con Barbara d'Urso, rafforzatasi con la vicenda Camorra Entertainment, non può essere l'elemento di discussione perché, dice il conduttore, in ballo ci sono cose ben più grosse. Ma mentre lui tenta di gettare acqua sul fuoco, incendia la questione Selvaggia Lucarelli, chiamando in causa direttamente Barbara d'Urso e invitando lei, così come Mediaset, a una presa di posizione: "Il loro silenzio è inquietante, perché la signora D'Urso non risponde in merito a queste cose?".