13 Febbraio 2015
11:18

10 motivi per cui è valsa la pena vedere (e non) la terza serata del Festival

Dall’adorabile spontaneità di Arisa all’incapacità di emergere di Rocio Munoz Morales. Dal monologo comico di Luca e Paolo, al palmo glitterato di Chiara Galiazzo. Ecco i 5 motivi per cui è valsa la pena vedere la terza puntata del Festival e i 5 elementi che hanno fatto storcere il naso.
A cura di Daniela Seclì

La terza serata del Festival di Sanremo è riuscita a portarsi a casa ottimi dati di ascolto. Il programma condotto da Carlo Conti è stato seguito da 10.586.000 di spettatori pari al 49.51% di share. La serata è stata dedicata alle cover. I Big in gara, si sono sfidati portando sul palco canzoni che hanno avuto grande successo in passato. La vittoria è spettata a Nek, che si è esibito interpretando il brano "Se telefonando", suggeritogli dalla moglie Patrizia. Tra gli ospiti Federico Paciotti, Luca e Paolo, Samantha Cristoforetti e gli Spandau Ballet. Vediamo insieme gli elementi più apprezzati della serata e quelli che, invece, hanno fatto storcere il naso.

I 5 motivi per cui è valsa la pena assistere alla terza serata

  1. L'esibizione di Federico Paciotti, ex chitarrista dei Gazosa. È sempre positivo che una vetrina importante come Sanremo dia spazio ai talenti italiani. Così Carlo Conti ha portato sul palco dell'Ariston un giovane artista, che unisce la sua voce di tenore, alle sonorità rock della sua chitarra, creando un connubio decisamente originale.
  2. Ascoltare le cover. L'intento di Carlo Conti era quello di permettere ad un pubblico di giovanissimi di accostarsi a brani di successo del passato. Alcuni artisti, come ad esempio Moreno, hanno completamente stravolto la canzone, reinterpretandola. Altri, invece, si sono attenuti alle sonorità originali. A parte qualche rara eccezione, il risultato è stato godibile.
  3. La professionalità e spontaneità di Emma e Arisa. Emma era influenzata, Arisa indolenzita dopo essere caduta dalla scalinata. Entrambe, però, hanno assolto al loro compito con grande autoironia. Ha fatto sorridere il momento in cui Arisa ha mostrato al pubblico il palmo della mano, su cui si era appuntata il nome del medico di Sanremo. Poi ha aggiunto: "Lo consiglio a tutti, mi ha dato un ottimo anestetico". Il pubblico è scoppiato in una fragorosa risata e lei: "Ma perché? Anestetico e antidolorifico non sono la stessa cosa?". Come si può non adorarla?
  4. Luca e Paolo, i primi comici a mettere tutti d'accordo. Hanno dipinto alla perfezione l'atmosfera che denota i giorni contrassegnati dalla morte di un personaggio noto. Nell'epoca dei social, infatti, spesso dal doveroso omaggio, si sconfina nel cattivo gusto. E via "con i selfie al funerale" e le frasi ad effetto in bacheca. Luca e Paolo hanno anche parlato con ironia dei matrimoni gay, certi che una volta conosciute tutte le insidie del matrimonio, saranno i primi a non voler più usufruire del diritto per cui si sono battuti.
  5. I sogni realizzati. Il sogno è stato il filo conduttore di almeno due momenti del Festival. Il primo è l'intervista a Samantha Cristoforetti, prima donna italiana nello spazio, che ha continuato ad inseguire il suo sogno, fino a realizzarlo.  E poi c'è quello di Carlo Conti, che nel 1985 era arrivato ad un passo dall'intervistare gli Spandau Ballet e ieri sera ha potuto incontrarli sul palco dell'Ariston. Poi si è preso una piccolissima rivincita, ironizzando: "Guardandoli uno vede che il tempo  passa per tutti. Sono andato a vedere l'età che hanno, siamo coetanei".

I 5 elementi più criticati della terza serata

  1. Il palmo di Chiara Galiazzo. La cantante ha interpretato la canzone "Il volto della vita" di Caterina Caselli. L'esibizione è stata impeccabile come sempre e il suo look era elegantissimo. Non tutti, però, hanno compreso il senso dei glitter che l'artista aveva applicato sul palmo della mano. Lo stesso Carlo Conti ha sottolineato: "Mi stai riempiendo di brillantini". La sua bellissima voce era più che sufficiente a dominare il palco dell'Ariston.
  2. Il primo vestito di Emma. Il primo vestito indossato da Emma Marrone è stato molto criticato. La infagottava e non valorizzava né la sua anima rock, né le forme di cui può andare fiera. I più impietosi l'hanno paragonata alle gemelline di Shining.
  3. Troppo poco tempo per televotare le Nuove Proposte. Da una parte è stato fatto un grande passo avanti aprendo la serata con i giovani, anziché relegarli a notte fonda. Dall'altra, però, il tempo concesso per votarli è davvero minimo. Gli spettatori hanno appena il tempo di godersi la performance e una manciata di secondi più tardi, il televoto è già chiuso. È vero che i brani sono disponibili in rete già da tempo, ma è sul palco dell'Ariston che le Nuove Proposte si giocano tutto. Forse si sarebbe potuto dedicare loro un po' più di tempo.
  4. Rocio Munoz Morales non riesce ad imporsi. Mentre Emma ed Arisa stanno riuscendo a conquistare il cuore del pubblico con la loro spontaneità, l'attrice si limita a leggere fedelmente le frasi scritte per lei, senza mai mostrare un guizzo, qualcosa che faccia trapelare la sua personalità. È come se non riuscisse a sciogliersi. Così, pur sembrando molto professionale, rischia di risultare fredda.
  5. Il Dopo Festival relegato al web. Quest'anno, lo spettacolo che segue è davvero meritevole. Brioso, ironico e divertente, con tanto di Giancarlo Magalli in collegamento via skype. Un peccato che sia stato relegato al web, molto probabilmente sarebbe riuscito a trainare fino a notte fonda, gran parte degli spettatori che seguono la kermesse canora. Spettatori che per il momento traghettano dalla tv alla rete.
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