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10 buoni motivi per non chiudere Centovetrine

Una soap opera che crea occupazione, che promuove l’immagine della città di Torino, che viene vista giornalmente da milioni di italiani, che piace alle famiglie e che propone storie dinamiche, interessanti ed intriganti. Ecco perchè dire no alla paventata chiusura.
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A cura di Fabio Giuffrida
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Vi abbiamo chiesto quali fossero i buoni motivi per non chiudere Centovetrine e avete risposto in tantissimi, segno che la soap opera di Canale 5 è talmente amata/vista che chiuderla potrebbe rivelarsi un errore per il Biscione e certamente una grande delusione per i telespettatori più fedeli. Ci sono giunte alcune email pessimiste, altre colme di speranza; eppure c'è chi si è lasciato andare a lunghissime considerazioni, motivando in maniera esemplare perchè sarebbe ingiusto chiudere Centovetrine, un prodotto televisivo che – è giusto ribadirlo – funziona in termini di audience (venerdì 19 Ottobre, ad esempio, ha registrato il 20,34% di share). Proprio in virtù di questi eccellenti risultati e di un target fidelizzato, Mediaset ha deciso di collocare Dallas al posto delle due soap pomeridiane: badate, solo per due giorni, lunedì 22 e martedì 23 Ottobre. Una decisione che ha irritato i telespettatori e che si spiega solo come un tentativo disperato, forse l'ultimo, per salvare Dallas visto che al debutto in prima serata è stata un totale fallimento.

Ecco quali sono i 10 motivi per non chiudere Centovetrine che gireremo anche a chi di competenza:

  1. Fiore all'occhiello per Canale 5, è un prodotto made in Italy realizzato a San Giusto Canavese;
  2. Crea occupazione garantendo stabilità economica a centinaia di addetti ai lavori, attori compresi;
  3. E' la soap opera più vista in Italia assieme a Beautiful, entrambe in onda nella stessa fascia oraria;
  4. Promuove l'immagine della città di Torino, rivelandosi un toccasana per il turismo locale;
  5. Gli attori impiegati nella soap sono tutti professionisti che interpretano alla perfezione i loro ruoli;
  6. E' un prodotto televisivo che piace alle donne, agli uomini, alle mamme, alle nonne, alle famiglie, ha un target vario;
  7. I personaggi entrano a far parte della vita dei telespettatori, fanno sognare gli italiani;
  8. Le storie sono interessanti, dinamiche, innovative e intriganti;
  9. Fa conoscere le dinamiche aziendali che possono nascondersi – anche nella realtà – dietro i consigli d'amministrazione;
  10. La chiusura di Centovetrine lascerebbe amareggiato e deluso il pubblico della soap.

Centovetrine che lascia i parrucchieri liberi per circa un'ora ci scrive qualcuno ironicamente, segno lampante che si tratta di un prodotto televisivo che "incanta" milioni di telespettatori, ogni giorno, non temendo alcuna concorrenza. Ai detrattori della soap – chi per partito preso, chi per conflitti di interessi, chi per ignoranza in materia televisiva, chi per retaggi medievali – ribadiamo che la chiusura di un prodotto, qualunque esso sia, è sempre un colpo al cuore perchè genera disoccupazione soprattutto in un momento delicato come questo. La verità – come ha ribadito l'attore Michele D'Anca – è che alla base della possibile chiusura ci sarebbe soltanto un problema di budget, troppo alti per una fascia oraria come quella del pomeriggio, considerando poi che la crisi economica sta distruggendo tutte le realtà editoriali del Bel Paese.

Da Mediaset una risposta definitiva non è ancora arrivata, nessuna indiscrezione nè voce di corridoio. Tutti gli addetti ai lavori in queste ore sono in attesa di un responso definitivo che, si spera, possa essere positivo. Nel caso Mediaset – come siamo certi che sarà – continuasse a dare fiducia a Centovetrine (qui le anticipazioni), le riprese ripartirebbero puntuali a Febbraio 2013.

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