La stagione di X Factor 13 si è chiusa con la vittoria di Sofia Tornambene, 16enne che promette di ossessionarci in radio nei prossimi mesi con la sua "A domani per sempre", forse il risultato migliore di questa stagione del format di Sky Uno. Sì, perché è inutile girarci attorno, questa edizione di X Factor non ha brillato, sia in termini di appeal che di numeri reali, con ascolti dimezzati rispetto all'edizione precedente.

Gridare alla chiusura di X Factor sarebbe tuttavia prematuro, se si considera quanto la versione Sky del talent show abbia inciso sul panorama televisivo italiano degli ultimi anni, imponendosi come uno degli adattamenti più interessanti del format a livello internazionale (lo aveva detto l'ideatore Simon Cowell in tempi non sospetti) e soprattutto il modo in cui ha influenzato gli altri talent show prodotti dalla tv generalista, costretti a fare i conti con un termine di paragone pesante. X Factor è stato capace di rafforzare il brand Sky nella percezione comune, permettendo all'emittente satellitare di abbattere il divario con la televisione "classica" e creare una vera e propria egemonia su taluni generi in Italia: è accaduto con le serie TV, di cui Sky è diventata riferimento nazionale e internazionale, così come con il comparto talent, grazie ai successi di X Factor, senza dimenticare quelli di Masterchef Italia e, più di recente, Italia's Got Talent.

L'edizione opaca di X Factor

X Factor non chiuderà e non è una notizia, visto che pochi secondi prima dell'annuncio della vittoria di Sofia Tornambene, Alessandro Cattelan ha annunciato l'apertura dei casting di X Factor 14 a partire dal giorno dopo. Ma il format necessita sicuramente di una svolta, dopo un'edizione opaca come quella che si è appena conclusa. Colpa di un mix di fattori, da un cast di concorrenti più debole rispetto a quello dell'anno scorso, quando Anastasio riuscì in un certo senso a "rompere" X Factor, a una giuria quasi del tutto rinnovata che non ha dato il contributo atteso. Mara Maionchi spenta, Samuel Romano al di sotto delle aspettative, Sfera Ebbasta normalizzato dalla televisione e Malika Ayane che non è riuscita ad emergere, pur mostrando una certa affinità con questo ruolo. Sono cose che accadono e programmi come questo non decollano senza un cast forte, che è sempre la scommessa più difficile da vincere per questa tipologia di progetti.

Da dove si riparte?

La rifondazione di X Factor, però, potrebbe ripartire dall'addio di Alessandro Cattelan. Sconfinando nel linguaggio calcistico si sa che quando le cose non vanno bene, la colpa è sempre dell'allenatore. Non è un'indiscrezione, ma solo il risultato di un'impressione che prende forma anche in virtù di dichiarazioni fatte in passato dallo stesso conduttore, quando diceva candidamente che prima o poi avrebbe lasciato X Factor: "Arriverò a nove edizioni, poi vediamo. Ma smetterò: l’ho iniziato che non avevo figli per esempio. È una fetta grossa di vita". Quest'anno Cattelan, guarda caso, ha condotto proprio la sua nona edizione di X Factor, avendo un ruolo doppiamente rilevante nel programma, perché era anche nella squadra di autori. E forse i risultati timidi potrebbero spingerlo definitivamente a considerare chiuso il ciclo alla conduzione dello show, che ha contribuito a renderlo il volto assoluto di Sky negli ultimi anni.

Cattelan, la Rai e Sanremo

D'altronde per lui si attende da anni quella svolta televisiva spesso annunciata. Per molti significa il salto nella tv generalista e Fabrizio Salini, amministratore delegato Rai, non ha nascosto il suo interessamento a portarlo ia Viale Mazzini, con un discorso che inevitabilmente lo vedrebbe proiettato verso il Festival di Sanremo.

Ma la Rai è la naturale destinazione di Alessandro Cattelan? Il pubblico generalista è pronto ad accogliere l'enfant prodige della nostra televisione? Cattelan, dal canto suo, ha ammesso alcuni mesi fa di avere anche altri obiettivi, come quello di andare a lavorare all'estero. "Sarei disposto a ripartire da zero, farei anche un programma di lanci pomeridiani sulla dodicesima rete", così aveva raccontato al Corriere. Un'evoluzione senza precedenti e che sarebbe una sorpresa, vista l'attesa che c'è di vederlo misurarsi con sfide televisive in terra nostrana.

Nel caso di un addio di Alessandro Cattelan a X Factor resta difficile immaginare chi potrebbe sostituirlo alla conduzione del talent, che tuttavia di questa rifondazione ha bisogno, se vuole continuare ad essere un punto di riferimento per la televisione italiana.