Vittorio Magazzù si è raccontato in una lunga intervista rilasciata a Fanpage.it. L'attore interpreta Leonardo Abate nella serie televisiva ‘Rosy Abate 2‘. Classe 1997, ha già lavorato tanto a teatro e in fiction di successo come ‘Don Matteo' e ‘La vita promessa'. Vittorio ha dato la sua personalissima impronta al figlio della regina di Palermo: "Leonardo Abate non doveva essere siciliano, ma romano perché è cresciuto con la madre adottiva a Roma. Tuttavia, ho costruito un personaggio che parla siciliano e ha voglia di riappropriarsi delle proprie radici".

Il primo provino con Giulia Michelini

Seguivi ‘Squadra Antimafia' e quindi conoscevi già il passato del tuo personaggio Leonardo Abate?

Sono sincero. No, non ho visto ‘Squadra Antimafia'. Poi, però, ho recuperato qualche spezzone della fiction e ho visto la prima stagione di ‘Rosy Abate' anche per capire l'atmosfera in cui andavo a inserirmi. Lo faccio sempre quando entro in corso d'opera in una serie.

Ricordi il primo provino con Giulia Michelini?

Me lo ricordo benissimo. Quando mi hanno detto che avrei dovuto fare il mio provino con Giulia ho pensato: ‘Che cosa bellissima sta avvenendo'. La sua disponibilità fa capire anche quanto lei ci tenga alla qualità della serie. La scena che abbiamo provato è quella dell'interrogatorio che si vede nella prima puntata. A un certo punto, poi, ci siamo commossi entrambi. Ho visto gli occhi lucidi di Giulia e una lacrima che scendeva. Mi sono emozionato anch'io e lì abbiamo pianto tutti e due.

C'è stata qualche perplessità circa la differenza d'età tra te e Giulia Michelini. 22 anni tu, 34 lei. Era difficile immaginarvi come madre e figlio.

È vero. Ci siamo detti che dovevamo riuscire a creare un rapporto sincero per dimostrare che possiamo permetterci di essere madre e figlio. Se c'è un rapporto umano ed empatico tra due persone, decade la questione dell'età. Io e Giulia siamo riusciti a ottenere una certa sincerità emotiva. Se lei ha lavorato sulla maturità del personaggio, io ho dovuto lavorare su una certa regressione adolescenziale, sulle sfumature tipiche di un ragazzino. Volevo trasmettere l'ambizione di Leonardo di essere uomo e l'incapacità di diventarlo. Sono andato a scavare nella mia parte più fragile.

Il rapporto con il padre conosciuto quando aveva 7 anni

Quali sono le fragilità a cui hai attinto?

Io non sono cresciuto in un nucleo familiare ben preciso. Non ho mai avuto mamma e papà a casa. Sono cresciuto con mia madre. Mio padre l'ho conosciuto quando avevo 7 anni. C'è una parte di me che ha sempre voluto tornare bambino. Quella fragilità infantile l'ho trasmessa a Leonardo Abate. Le sue lacrime sono sincere.

Com'è oggi il rapporto con tuo padre?

Abbiamo un rapporto bellissimo adesso. Un rapporto di stima reciproca. Ci vogliamo bene, è una persona meravigliosa. Però non ho mai avuto papà a casa. C'è un lato di me che ha dei piccoli vuoti che vorrebbe colmare. Con mia madre, invece, ho un rapporto incredibile.

Sei figlio unico?

Sono figlio unico però ho un fratello e una sorella adottati in Russia da mio padre e da sua moglie, americana, e che vivono a Filadelfia. Ci vediamo poco. Ho visto mia sorella tre mesi fa ed è stato bellissimo.

I ricordi dal set di ‘Rosy Abate 2'

C'è un aneddoto in particolare a cui ricolleghi il ricordo del tempo passato sul set di ‘Rosy Abate 2'?

Ne ho uno carico di emozione e uno a suo modo divertente. C'è una scena particolare con Giulia Michelini, in cui è davanti a me inerme, per la prima volta senza la capacità di reagire. Il regista mi ha chiesto di non piangere, ma di trattenermi. È stata una scena talmente sentita che, una volta finita, ho pianto per venti minuti da solo in un angolino. Quando scavi nell'emotività reale, apri delle valvole…

E l'aneddoto divertente?

Nella prima puntata c'era una scena in cui passeggiavo su un pontile con Nina. In quella scena ho fumato circa 20 sigarette. Subito dopo, su quello stesso pontile, dovevo fare un'altra scena in cui facevo una corsa velocissima. La camera mi doveva seguire con un quad. Avevo i polmoni pieni di fumo. Faccio questa corsa e perdo ogni cognizione del mio corpo. Sono praticamente svenuto. Ho passato mezz'ora in camerino fermo a riprendermi.

La terza stagione senza Giulia Michelini

Giulia Michelini ha dichiarato di voler chiudere il capitolo ‘Rosy Abate'. Esiste la concreta possibilità che il testimone passi a te per una eventuale terza stagione?

Non lo farei. Certo, mi piacerebbe sviluppare ancora il personaggio di Leonardo Abate, ma la chiusura del percorso di Rosy deve essere costruita bene. Se Giulia Michelini non vuole fare la serie, passare subito a Leonardo Abate credo sia una mancanza di rispetto, sia nei suoi confronti che nei confronti degli spettatori. Il passaggio di testimone dovrebbe essere naturale. L'ideale sarebbe continuare un cammino insieme e poi creare questo passaggio. Se un giorno Leonardo dovesse diventare, ad esempio, il principe di Palermo deve diventarlo sulla scia di Rosy.

Ma si sta parlando della terza stagione?

Se ne sta parlando, si sta ragionando ma vogliamo ancora goderci la seconda stagione. Vogliamo capire cosa sta lasciando al pubblico.

Vittorio Magazzù è single

Non si sa molto della tua vita privata. Ti va di raccontarmi qualcosa?

Sì, in questo momento sono single. Sono stato fidanzato per un periodo. Non ho avuto tantissime relazioni, ma una importante.

So che giocavi a calcio nell'eccellenza ma hai avuto un infortunio.

Non chiuderò mai con il calcio, gioco anche con il crociato rotto. Ho chiuso solo con l'agonismo puro fino a quando non mi opererò.

Dove ti vedremo dopo ‘Rosy Abate 2'?

A gennaio andrà in onda ‘La vita promessa 2' dove interpreterò Alfredo Carrizzo.