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Festival di Sanremo 2020

Vincenzo Mollica a Sanremo: “Anche quest’anno sarò sul balconcino dell’Ariston”

Ospite di Che Tempo Che Fa, lo storico giornalista del Tg1 conferma la sua presenza sul proverbiale balconcino dell’Ariston: “Ci sarò ancora sul balconcino di Sanremo, hanno generosamente prolungato la mia pensione dal 27 gennaio al 27 febbraio. Ringrazio l’amministratore delegato Salini, il mio direttore Carboni e Fiorello”.
A cura di Andrea Parrella
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Dopo l'esperienza di Viva Rai Play, dove è comparso nelle sembianze di un muppet, Vincenzo Mollica torna in televisione ospite di Fabio Fazio a Che Tempo Che Fa. Il giornalista del Tg1 ha esordito parlando del suo prossimo addio alla Rai, che nelle settimane a venire lascerà per andare in pensione dopo 40 anni di carriera. "Sì, il 29 di febbraio – commenta Mollica – giornata che non esiste. Così è perfetto". 

Vincenzo Mollica annuncia che sarà a Sanremo 2020

Il 29 febbraio che corrisponde esattamente a un mese dopo la precedente data indicata per il pensionamento di Vincenzo Mollica. Non a caso, visto che è stata la Rai a deciderlo, dopo la campagna di molti artisti capeggiati da Fiorello, i quali hanno reclamato la presenza di Vincenzo Mollica sul tradizionale balcone dell'Ariston per un altro anno ancora, dopo essere stato il volto del Tg1 a Sanremo per decenni. Anche quest'anno sarà lui a prendere la linea dall'Ariston insieme ai conduttori e i protagonisti della kermesse.

Ci sarò ancora sul balconcino di Sanremo perché l'amministratore delegato della Rai, il mio direttore Giuseppe Carboni, e ovviamente Fiorello, hanno generosamente prolungato la mia pensione dal 27 gennaio al 27 febbraio. Il balconcino ci sarà e si aprirà ancora sotto la bandiera del Tg1.

Un'intervista, quella di Fazio a Mollica, dedicata principalmente a Federico Fellini, il grande maestro del cinema di cui Vincenzo Mollica era stato amico, di cui nel 2020 si celebrano i 100 anni dalla nascita. Il giornalista siciliano ha ricordato molti aneddoti riferiti al suo rapporto con Fellini, omaggiando la memoria di un grande indimenticato del cinema italiano moderno, che ha segnato la storia della settima arte anche a livello internazionale: "Io incontrai Fellini la prima volta nel 1978 e mi presentai con la faccia tosta di chiedergli un'intervista. Nel frattempo passò Proietti che lui salutò, prima di dirmi: "Dimmi tu se non ha la faccia di un cavallo".

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