La notizia è di queste ore, Rai ha fatto sapere che la serie tv The Resident 2 è stata sospesa dopo una sola puntata, in onda lo scorso martedì su Rai1. Non andrà in onda il secondo episodio previsto per martedì 21 luglio, The Resident sarà invece sostituita dalle repliche dalla fiction datata 2017 Come sorelle. Le ragioni della sospensione sono presto dette, i risultati poco soddisfacenti in termini di ascolti, 1.818.000 telespettatori, hanno convinto l'azienda e a correre ai ripari.

La bocciatura di The Resident

Quasi due milioni di telespettatori medi, considerati evidentemente insufficienti da un punto di vista numerico, restano a bocca asciutta e poco conta che abbiano iniziato a frequentare una narrazione che sarà senza epilogo (almeno per il momento, visto che gli altri episodi di The Resident potrebbero andare in onda a gennaio su Rai2). Quello che fa riflettere è la mancanza di fiducia in un prodotto che la rete ha deciso di mandare in onda, senza troppo criterio a quanto pare, per poi liquidarlo senza troppi fronzoli e con una puntuale mancanza di rispetto verso il pubblico. Se è vero che non si può ignorare il parametro degli ascolti, essenziale per vendere spazi pubblicitari e garantire introiti necessari all'azienda, è faticoso comprendere l'approssimazione con cui si prestabilisce una prima serata da destinare a prodotti simili, The Resident arrivava con l'ambizione di replicare il successo di The Good Doctor e sfruttare la scia del medical Doc – Nelle tue mani, cui segue una precoce bocciatura.

Mediaset e la schiavitù degli ascolti

Curioso come su questo piano Rai e Mediaset siano assolutamente equiparabili. Mesi fa l'emittente di Cologno Monzese era stata pesantemente criticata per la scelta di spostare due titoli fatti in casa, prima Oltre la soglia, poi Il processo e in queste ore Manifest (spostato in seconda serataspostato in seconda serata), tutti e tre colpevoli di non aver riscosso il successo atteso dal punto di vista degli ascolti. Che per Mediaset hanno un peso specifico molto più alto, essendo la sola fonte di introito possibile.

Diverso è il discorso per la Rai. L'azienda di servizio pubblico potrebbe concedersi il lusso di una maggiore pazienza e attenzione verso un prodotto, preoccupandosi meno della ricaduta immediata sul pubblico. La considerazione non riguarda The Resident nello specifico, ma il metodo adottato. Casi come quello della serie statunitense sono sintomatici di come gli storici attori del duopolio televisivo italiano si comportino in modo molto più simile di quanto si creda.

Il problema della Tv tradizionale

Una bocciatura così tempestiva è anche un assist alle piattaforme streaming, diciamocela tutta. C'è infatti un'ulteriore considerazione da fare, riguardante la serialità associata alla Tv tradizionale. Negli ultimi anni la fruizione delle serie Tv è radicalmente cambiata, grazie agli effetti dell'era streaming che ha favorito l'idea di una visione autonoma, siamo noi a stabilire in quanto tempo vedere una stagione di una serie, spesso cedendo all'inerzia del binge watching. La televisione generalista, con le sue pause pubblicitarie, i palinsesti e la cadenza settimanale, ha sempre costretto le produzioni a sottomettersi alla legge degli ascolti, inibendo la libertà creativa ed espressiva di chi le scriveva. Per questo con l'era d'oro delle serie Tv le generaliste hanno finito per rappresentare un modello televisivo superato e vetusto se accostato alle nuove tendenze. In che modo la Tv pensa di riuscire a riconquistare la sua funzione decisionale e la sua autorevolezza nello scandire la narrazione di certi prodotti, se non riesce nemmeno a garantirne la continuità per più di una puntata?