L'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria (Iap) ha archiviato il caso dello spot pubblicitario di "Obiettivo Risarcimento"  in cui Enrica Bonaccorti invita a chiedere risarcimenti per vicende di malasanità. A distanza di 15 giorni circa dalla polemica scatenata dall'ordine dei medici, arrivata ai banchi della politica e fino al ministero, la pubblicità che Rai e Mediaset avevano deciso di bloccare in attesa di chiarimenti da parte dello Iap, l'istituto scioglie le riserve e stabilisce che lo spot non è in contrasto con le norma e tutela dei consumatori.

Lo chiarisce in un comunicato Obiettivo Risarcimento, società di tutoring attiva nel settore delle lesioni alla persona, riportando la decisione dell'istituto e rivendicando, dunque la liceità dello spot, che non vieta il codice etico: Si riabilita – evidenzia la società – il diritto di migliaia di cittadini-pazienti ad essere comunque informati. Sono molti i  cittadini, da tutta Italia, che ci contattano per segnalarci che prima dello spot nulla sapevano in relazione al diritto ad un giusto risarcimento dopo una lesione in ambito sanitario: gli stessi quindi chiedono più informazione per una maggiore consapevolezza; Obiettivo Risarcimento propone la nascita del  modello di ‘constatazione amichevole' anche in ambito sanitario. Al Governo invece sollecitiamo i decreti attuativi della Legge Gelli fermi da oltre 500 giorni".

Lo spot con Enrica Bonaccorti, che era continuato ad andare in onda su La7, era stato fermato da Rai e Mediaset, che ora potranno decidere se tornare o meno a riproporlo ai telespettatori.

Molto accese le polemiche scaturite nelle scorse settimane dalla messa in onda dello spot, cui si contestava la responsabilità di alimentare sfiducia nei confronti della classe medica e indurre i telespettatori a denunciare le strutture pubbliche. Ragione per la quale la stessa Enrica Bonaccorti, volto dello spot, si era pubblicamente scusata, specificando di non avere alcuna intenzione di offendere i professionisti. Concetto ribadito giorni dopo "Obiettivo Risarcimento", che ha specificato come l'attività non abbia intenzione di andare a colpire il singolo medico, bensì denunciare le inefficienze del sistema.