Una delle ultime interviste in tv di Andrea Camilleri è stata quella realizzata nel corso della puntata di "Che Tempo Che Fa" del 28 ottobre. Mentre Fabio Fazio affrontava quotidianamente le critiche della parte sovranista della politica, le parole pesantissime dello scrittore in riferimento ai linguaggi politici "che seminano odio e che raccoglieranno tempesta" rappresentarono più di un monito, una vera e propria lezione di filosofia oltre che un fulgido esempio di umanità.

In una lunga giornata di celebrazioni, solo Blob ha ripreso quella intervista, la più significativa e aderente alla realtà, in cui Camilleri attaccava "la politica che incita all'odio". Non è stata citata né da Bruno Vespa nello speciale "Porta a Porta in onda su Rai1, né dai telegiornali del servizio pubblico, che sembrerebbero aver scientemente evitato l'intervista di Fabio Fazio.

Michele Anzaldi, senatore Pd e segretario della Commissione Vigilanza, fa notare che il "discorso contro chi diffonde odio e in difesa degli ultimi" è stato "completamente oscurato dai Tg e dalle trasmissioni Rai in queste ore. Una scelta incomprensibile" – chiosa il senatore – "anzi comprensibilissima". Contattato da Fanpage.it, il senatore Pd ha spiegato: "È una di quelle interviste che contiene dichiarazioni che andrebbero fatte studiare nelle scuole. Condividere queste dichiarazioni è un atto di grande umanità, dovrebbero diventare virali". 

Le parole di Andrea Camilleri

Cosa disse Andrea Camilleri in diretta da Fabio Fazio? Criticò apertamente l'approccio dei rappresentanti delle istituzioni, riferendosi indirettamente, senza mai citarlo, al Ministro dell'Interno Matteo Salvini.

Purtroppo, Fazio, sento. Non ho bisogno di vedere in faccia chi produce certe parole. Proprio in questo momento è una fortuna esser ciechi, non vedere certe facce ributtanti che seminano odio e vento e raccoglieranno tempesta. Le parole della senatrice Segre sono parole sofferte e tutte da sottoscrivere. Stiamo perdendo la misura, il peso, il valore della parola. Le parole sono pietre, le parole possono trasformarsi in pallottole. Bisogna pesare ogni parole che si dice e soprattutto far cessare questo vento dell'odio che è veramente atroce. Lo si sente palpabile attorno a noi. Non voglio morire con il pessimismo, voglio morire con la speranza che i miei nipoti vivano in mondo di pace. Il futuro sono i giovani, non siamo più noi ad avere in mano il futuro.