Che il coronavirus sia, oramai da mesi, l'argomento principe di qualsiasi conversazioni, è cosa scontata. Da giorni si è aggiunto alle conversazioni da bar un altro tassello, che sarebbe spia della pervasività definitiva del virus nelle nostre vite, ovvero che se fino a qualche settimana c'era una sensazione allentata del pericolo perché in molti potevano sostenere di non avere persone vicine contagiate, oggi sembra che questo non sia più vero.

Se la pandemia è soprattutto una questione di percezione, è inevitabile il condizionamento su di noi di casi che riguardano amici e parenti, non meno rilevante può essere quello determinato da personaggi celebri. Nella narrazione del fenomeno che ha cambiato le nostre esistenze negli ultimi mesi i volti noti hanno un peso, soprattutto per l'influenza che sono in grado di esercitare sui seguaci in termini di comportamenti e modo di approcciare la realtà. E in questo senso la giornata del 26 ottobre è stata a suo modo paradigmatica, significativa, perché in poche ore sono arrivati annunci pubblici di contagio da personaggi molto celebri del piccolo schermo, da Gerry Scotti, passando per Picone del duo Ficarra e Picone, fino al comico Lillo Petrolo. Il tutto a pochi giorni di distanza dalla notizia di un'altra contagiata illustre, Mara Maionchi.

Tutti i personaggi citati sono in buone condizioni, ma resta significativo il peso che questo susseguirsi di casi di positività nel mondo dello spettacolo in poche ore può avere proprio sulla sensazione generale rispetto alla capacità del virus di entrare nelle nostre vite non solo in modo diretto, al supermercato, o semplicemente stando in casa, ma anche scorrendo Instagram e Facebook o leggendo le notizie sui giornali. Sebbene la televisione sembri essere un apparato che non può essere messo in discussione dalla pandemia, l'idea che anche i personaggi famosi siano vulnerabili, dove per famosi si intende anche persone con possibilità economiche superiori alla media, potrebbe avere un effetto interessante sui nostri comportamenti ed è forse un ulteriore segnale chiaro del tempo che stiamo vivendo.