Il Festival di Sanremo è sempre più vicino, e attorno alla kermesse musicale più nota d'Italia, iniziano a ruotare le prime polemiche. Alle voci contrastanti che si sono accavallate in queste ore attorno alla possibile scelta della giornalista Rula Jebreal come co-conduttrice accanto ad Amadeus, si aggiunge anche quella del consigliere della Rai Giampaolo Rossi, che non ha esitato ad esprimere il suo giudizio piuttosto pungente in merito.

Il commento su Rula Jebreal a Sanremo

La scelta per una figura femminile che possa affiancare nella conduzione il presentatore sanremese è da sempre un'impresa assai ardua. Da quando la figura della valletta è ormai stata mitigata da quella della co-conduttrice, decidere chi possa ricoprire questo ruolo è diventato ancor più difficile. Dal momento in cui è spuntato il nome di una delle note firme della stampa palestinese, seppur naturalizzata italiana, Rula Jebreal che non ha mai nascosto le sue remore sull'Italia, si sono innescate varie polemiche. Ad alimentare quest'ondata di disappunto e stupore c'è anche il consigliere della Rai, Giampaolo Rossi che ha dichiarato ad Adnkronos in maniera piuttosto sarcastica:

Mi risulta che ci siano stati contatti tra la direzione artistica del Festival di Sanremo e la signora Rula Jebreal. Ne sono piuttosto stupito. Sono note le sue posizioni ideologiche radicali, filoislamiste e dichiaratamente antisraeliane così come le fake news raccontate sulla guerra in Siria, ma ignoravo che Rula Jebreal fosse esperta di musica italiana. È sorprendente che possa partecipare ad un Festival che rappresenta la cultura popolare del nostro paese, chi fino a poco tempo fa definiva gli italiani razzisti e l'Italia un paese fascista su giornali stranieri come The Guardian. Si vede che durante il Festival di Sanremo, come di incanto, l'Italia non è più un Paese fascista. Credo che il Festival di Sanremo debba essere un momento di unione del nostro Paese e non lasciare spazio, quindi, a sentimenti divisivi e a persone che li alimentano. Più in generale penso sia sbagliato trasformare il Festival in una potenziale tribuna politica con persone che nulla hanno a che vedere con la musica e lo spettacolo. Ci sono altri modi, sicuramente più virtuosi per far parlare l'opinione pubblica del Festival di Sanremo, se questo è l'intento degli organizzatori.  

I nuovi progetti della Rai

Intanto il consigliere preme affinché si velocizzi il meccanismo delle nomine nella televisione pubblica. I progetti per il nuovo anno sono davvero ambiziosi e fanno capo ad una necessità di innovazione e miglioramento di un servizio che cerca di evolversi assecondando le esigenze del pubblico. La televisione, come anche la radio, sono diventati dei punti di forza per "la Rai del futuro", quindi il desiderare che le nomine vengano fatte al più presto indica proprio la necessità di avviare quanto prima questo processo di cambiamento: "Questo consiglio di amministrazione sta traghettando la Rai verso un modello di servizio pubblico in linea con l'evoluzione del mercato. Abbiamo ereditato un'azienda totalmente scomparsa sul web e oggi la stiamo trasformando in un laboratorio di creazione crossmediale: il successo di Fiorello su RaiPlay è, da questo punto di vista, eccezionale. Non solo. La Radiofonia si sta trasformando in un supporto di produzione per il digitale con uno sforzo tecnologico davvero straordinario".