Renzo Arbore è tutt'altro che tenero con Mediaset e Barbara D'Urso, in un'intervista con l'Avvenire in cui parla della televisione e della programmazione all'epoca del coronavirus. Sono mesi in cui il piccolo schermo deve fare i conti con palinsesti fortemente colpiti dalla cancellazione dei programmi, dall'assenza totale di grandi show e dall'inevitabile aumento di repliche. Al tempo stesso, dato l'obbligo di restare tra le mura di casa, la tv è tornata a essere una compagnia assidua per molti spettatori.

Arbore: Rai sia diversa da Mediaset

Arbore parte dalle parole del regista Pupi Avati, che in un recente appello alla Rai chiedeva di offrire un maggiore spazio alla cultura. Lo storico conduttore si pone sulla stessa scia invocando "Una tv un po’ più artistica, approfittando del fatto che con il Coronavirus le tre reti principali sono tornate ad essere molto viste. Il presidente Foa ci ha anche dato ragione, ma dicendo che più di così la Rai non può fare. Un alibi che ha i nomi di Rai 5, Rai Storia, Rai Premium e RaiPlay". Arbore ha quindi lanciato una frecciatina contro l'azienda concorrente:

La Rai ha il dovere di marcare sempre più la differenza con Mediaset che, anche adesso, continua imperterrita come se niente fosse a trasmettere della robaccia.

Le parole di Arbore contro Barbara D’Urso

E anche lui si accoda ai recenti attacchi contro Barbara D'Urso e i suoi programmi, che nell'ultimo mese sono arrivati da più parti: "Il punto più basso l’ha toccato con l’”Eterno riposo” recitato da Salvini e Barbara D’Urso. Un mix di cattivo gusto aver inserito in un programma di così basso livello una preghiera intima". Persino colleghi di Mediaset come Costanzo hanno protestato contro quella scena vista a Live – Non è la D'Urso, senza contare le parole durissime del manager Lucio Presta e la petizione avviata per cancellare i suoi programmi dal palinsesto.