La puntata di "Realiti" che ha ospitato Niko Pandetta e Leonardo Zappalà, i due cantanti neomelodici al centro di dichiarazioni giudicate indegne sui magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, continua ad essere al centro di una serie di reazioni. Dopo la Rai e dopo le parole di Maria Falcone, anche Niko Pandetta ritratta e cerca di dissociarsi dalle parole del collega Zappala: "Non ho mai offeso Falcone e Borsellino"Intanto, intervistato dal Giornale dello Spettacolo, l'Onorevole Michele Anzaldi, segretario della Commissione Vigilanza, sottolinea le gravi responsabilità dirigenziali di Viale Mazzini.

Le parole contro Beppe Caschetto

Per Michele Anzaldi, quello che emerge dal caso "Realiti" sottolineerebbe ancora una volta l'urgenza che la Rai ha di porre un freno ai format esterni: "Realiti è una produzione esterna, viene pagato all'esterno. Lo stesso conduttore, Enrico Lucci, appartiene alla scuderia di Beppe Caschetto, agente monopolista in Rai". Accuse che tornano quelle di Michele Anzaldi, che non è la prima volta che punta il dito sull'egemonia degli agenti televisivi nel servizio pubblico.

Perché la grande Rai deve dare visibilità a dei giovani con simili problemi, diciamo così, culturali ed in un contesto così facile e civile come uno studio televisivo? Enrico Lucci è stato bravo per come ha reagito, ma perché quei due stavano lì? Potevano essere criticati o peggio, ma senza renderli famosi. […] “Realiti” è una produzione esterna, è un format che viene pagato all’esterno. Lo stesso conduttore Lucci appartiene alla scuderia di Beppe Caschetto, agente quasi monopolista in Rai di una quantità indefinita di trasmissioni, su tutte le reti. Di fronte a questo proliferare di scatole esterne, la Rai ha ancora gli strumenti per decidere cosa va in onda, per vigilare su quello che accade, per influire sugli ospiti che vengono invitati? Le decine e decine di dirigenti Rai, tra capi struttura, capi progetto, direttori e vice direttori di rete, che ci stanno a fare? Chi decide cosa succede a “Realiti”: la Freemantle che lo produce, il potente agente Caschetto o il legittimo direttore di rete Freccero? È evidente che c’è un meccanismo in cui tanti guadagnano, in maniera anche opaca, ma poi se c’è un danno, quel danno lo paga la Rai.

La risoluzione contro i conflitti di interessi

Proprio lo scorso marzo, l'AgCom metteva nero su bianco un provvedimento contro lo strapotere degli agenti televisivi in Rai, recependo quanto fu già approvato all'unanimità durante la scorsa legislatura. Ancora oggi, però, la Rai non ha applicato le direttive: "Finché il servizio pubblico non la rispetterò, continueremo ad avere privilegi per pochi e schiaffi ai telespettatori che pagano il canone", ha concluso l'Onorevole Anzaldi.