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Rai, la ricetta Gubitosi: conti in ordine e tanta qualità

Il Direttore Generale della Rai Luigi Gubitosi commenta i palinsesti e indica la strada futura dell’azienda: parla de La Vita in diretta, l’addio di Minoli, Mara Venier a Domenica In e la conferma di Benigni. “Ogni stagione dovrà essere migliore della precedente e peggiore di quella successiva […] Gli ascolti non possono essere l’unica discriminante”.
A cura di Andrea Parrella
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Il Dg della Rai, Luigi Gubitosi, ha chiarito in una conferenza stampa delle esplicazioni in merito ai palinsesti della prossima stagione e al percorso, in salita, ma verso il progresso, che l'azienda sta compiendo. Era inevitabile affrontare, tra i temi principali, la revisione della spesa e la riorganizzazione interna di un'impresa dalle dimensioni enormi e dal fenomeno di una dilatazione interna degli spazi tra i vari settori che rende pressoché impossibile il controllo del funzionamento di tutti i meccanismi. Anzitutto oggi sarà l’ultimo giorno di lavoro per circa 430 dipendenti che vanno in pensione, a fine 2013 saranno circa 600, un risparmio di 60-70 mln nell’arco di piano e Gubitosi conferma anche che saranno assunti 75 giovani giornalisti e 200 giovani con contratto di apprendistato. Una riforma che passa attraverso un abbassamento delle spese superflue e dell'investimento al contempo nelle nuove generazioni. Un elemento su tutti può apparire come significativo ed è lo stesso Gubitosi ad illustrarlo: "lo spot sul canone costo' 2 milioni e mezzo nel 2006, quest'anno lavori analoghi solo 19 mila euro".

Che idea ha il Direttore generale in merito a quei palinsesti presentati all'inizio di questa settimana per la prossima stagione? In primo piano Mara venier e il suo contratto, il suo passaggio a Domenica In e la sostituzione con Paola Perego, che aveva già ventilato l'ipotesi di un suo passaggio alla guida del programma pomeridiano della prima rete qualche settimana fa a Quelli che… Ebbene Gubitosi ha commentato così:

La Rai vive un processo evolutivo in cui ogni palinsesto deve essere migliore del vecchio e peggiore del futuro. Abbiamo contratti con volti noti da rispettare ma forme e contenuti cambiano. De La vita in diretta resta solo il nome: autori, conduttore, capostruttura di riferimenti, contenuti sono cambiati. Già da quest’estate sperimenteremo format nuovi e molti volti: Nicola Porro, Concita De Gregorio, Annalisa Bruchi, David Parenzo, Antonio Polito. Qualcosa andrà bene, qualcosa magari meno. Ma se non si sperimenta si resta fermi. Come vedrete prossimamente i dati Qualitel, che misurano la qualità registrata dal pubblico, ci stanno dando ragione e premiano la Rai più della concorrenza.

Ma non ha lesinato nemmeno una dichiarazione su una polemica riguardante l'uscita dall'azienda pubblica di Giovanni Minoli. Il direttore generale precisa che non è la fine di un progetto o di un settore, in quanto la sezione storia resta qualcosa di cui la Rai non dovrà mai smettere di occuparsi, e tuttavia non si tratta d'altro che della fine di un contratto con un collaboratore:

Si continua a confondere il destino di un progetto editoriale con un singolo uomo. La Storia è sempre stata presente nei palinsesti Rai e continuerà ad esserlo, anche di più. Il direttore di Rai Storia sta mettendo a punto il progetto. (…) Credo che per la Rai sia il momento di dire qualche no rispetto a quando diceva troppi sì. È un problema di valori.

Poi un accenno al ritorno di Benigni, a dicembre, con una serata sui dieci comandamenti (nonostante il flop della sua Divina Commedia su Rai2 lautamente pagata):

Per la Rai gli ascolti non possono essere l’unica discriminante. Ricordo che Benigni ha avuto in totale quasi il 50% degli ascolti su Rai1 ed è stato ripagato dalla pubblicità. Come servizio pubblico siamo chiamati ad affrontare grandi temi collettivi: cultura, legalità, storia nazionale, criminalità organizzata. Per esempio con la fiction su Ambrosoli, che stiamo girando, racconteremo un eroe contemporaneo.

"La Rai sta vivendo un processo evolutivo nel quale ogni stagione deve migliore della precedente e peggiore di quella che la succederà" dice Gubitosi, sottolineando i progetti innovativi e gli esperimenti ai quali l'azienda si dedicherà già a partire da quest'estate e anche nel corso della prossima stagione. Le premesse paiono quelle giuste, così come lo apparivano dopo l'approdo del nuovo corso a Viale Mazzini. Indubbiamente, la questione centrale resterà sempre capire quanto sia verosimile l'innesto, e quindi la fioritura, di un nuovo modus operandi all'interno dell'azienda.

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