Pippo Baudo ha rilasciato una lunga intervista a Corriere.it. Il conduttore ha commentato la proposta televisiva attuale e ha precisato di non volere alcun erede: "Io eredi non ne voglio, né mi auguro che ci siano. Un conduttore deve avere caratteristiche fisiche, gestuali, vocali che siano proprie". Una cosa che proprio non gli va giù, è l'invasione dei palinsesti da parte dei programmi di cucina: "Non sopporto più la cucina in tv, si mangia a tutte le ore e i programmi sono tutti uguali". E anche i talk politici non lo entusiasmano affatto:

"Non mi divertono perché non c’è polemica dialettica e idee su cui scontrarsi, è un bla bla bla sterile. I talk dovrebbero alimentare la circolazione e il dibattito di opinioni, invece si punta sul sicuro, vuoi per sonnolenza, vuoi per pigrizia: quattro interviste, quattro concetti, e via".

Pippo Baudo sulla sfida tra Cuccarini e D'Urso

Ogni giorno, gli spettatori assistono alla fida televisiva tra Barbara D'Urso e Lorella Cuccarini. La prima conduce ‘Pomeriggio 5' per Mediaset, mentre la seconda è al timone de ‘La vita in diretta' con Alberto Matano su Rai1. Pippo Baudo ha avuto modo di assistere agli esordi di entrambe le conduttrici e ha espresso il suo parere su di loro:

"Lorella è quasi una mia parente, per lei ho un debole. Barbara D’Urso debuttò con me come valletta a Domenica in: diceva al massimo 10 parole, ora ne dice 10 milioni. È inarrestabile. Rimango meravigliato dalla sua capacità di creare dal nulla un discorso lunghissimo, che varia dalla commozione alla risata, una ricchezza degna di Paola Borboni e delle grandi attrici del passato".

Pippo Baudo ha spiegato anche che la televisione dovrebbe trovare il coraggio di rinnovarsi, anziché investire su programmi che vanno avanti anche per più di dieci edizioni.

Pippo Baudo dalla parte di Amadeus

Pippo Baudo ha commentato la notizia che vede Amadeus al timone del ‘Festival di Sanremo 2020‘: "Se lo merita, ha lavorato tantissimo, è una soddisfazione giusta". Ne ha approfittato per metterlo in guardia sulla difficoltà attuale di trovare delle canzoni che durino per più di una stagione. Dato il ruolo di direttore artistico di Amadeus, starà a lui scovare canzoni in grado di restare nella memoria e regalarle al pubblico. Infine, il conduttore ha spiegato che l'unica esperienza lavorativa che forse avrebbe potuto evitare è il Festival di Sanremo del 2008, l'ultima edizione da lui condotta:

"Era un papocchio, meno male che c’era Chiambretti. Le canzoni non erano granché e senza soldati la guerra non si vince. Però almeno mi sono portato a casa il record dei 13 Sanremo. Mi sa che è difficile batterlo".