Quark è uno dei programmi che ha segnato la storia della televisione italiana, uno dei capisaldi della divulgazione culturale e scientifica ideato e condotto da Piero Angela e che oggi, 18 marzo 2021, ha raggiunto la soglia dei 40 anni. In un'intervista rilasciata a alla trasmissione New Normal Live condotta su LinkedIn da Filippo Poletti e da Monica Bormetti, il noto giornalista ha raccontato gli esordi in televisione della trasmissione, spiegandone le origini anche del nome: "Quark nacque da una lista di 50 nomi. Allora il quark era una particella ipotetica, costituente dell’atomo: usare questo nome per un programma voleva dire andare dentro le cose per comprendere i meccanismi di base. La scienza permette di capire tutto". Inoltre ha rivelato che, nonostante anche suo figlio Alberto sia un noto divulgatore, non sarà lui il suo erede, ma ci sono tanti giovani preparati che potranno prendere, un giorno, il suo posto.

La prima puntata di Quark

Quarant'anni fa andò in onda la prima puntata di Quark, eppure ancora oggi è una delle trasmissioni più importanti nel settore scientifico-culturale, una delle più seguite che è cresciuta insieme ai suoi telespettatori, come ricorda il conduttore, rispondendo alle domande dell'Ansa: "La prima volta che siamo andati in onda c'era ancora l'Unione Sovietica e si parlava di rifugi antiatomici. Nel 1981 nasceva anche il primo personal computer, mentre il telefonino e internet erano lontani. Nascevano anche le prime tv commerciali". Nonostante le evoluzioni, scientifiche e non, il Quark è riuscito sempre ad interessare il suo pubblico, concentrandosi sugli argomenti più disparati, parlando anche di politica, ma senza mai entrare in collisione con quanto accadeva al di là dello schermo televisivo: "Il mondo è cambiato ma il linguaggio usato per raccontarlo è rimasto lo stesso. Perché entrando nelle case degli italiani siamo diventati parenti dei telespettatori. Ma a modo nostro abbiamo anche fatto politica, usando proprio messaggi semplici e chiari a tutti, lontani dalle liti e dalle bagarre che tengono oggi banco". Il noto volto tv, da sempre personaggio indicativo nonché iconico del Servizio Pubblico, ha rimarcato l'importanza della Rai e quali dovrebbero essere gli obiettivi di una televisione di stato: "è un servizio pubblico: deve aiutare la gente a capire, a rendersi conto di quanto la ricerca, l'innovazione, e il buon senso possano aiutare il Paese a superare i problemi". 

Il suo erede non sarà Alberto, suo figlio

La compresa nel palinsesto televisivo sia di Piero che di Alberto Angela, fa presumere che ci sia già un erede designato, ma con grande sorpresa, il giornalista 92enne ha dichiarato che non sarà suo figlio a cogliere il suo testimone, ma individua delle promesse tra i giovani da lui formati: "Il mio erede oggi? Non mio figlio. Lui si occupa di altre cose, ha fatto anche lui divulgazione. Ha una formazione scientifica: si è laureato in scienze naturali, poi ha fatto il ricercatore per molte campagne di scavo in Africa e altrove. Ha iniziato a fare divulgazione ed è stato attratto sia dalla paleontologia che dalla archeologia e dall'archeologia fino all'arte. Fa tutt'altro. Ci sono dei giovani che stanno crescendo e che abbiamo arruolato in "Superquark+" per RaiPlay. Abbiamo fatto due serie da 10 puntate: ne faremo una terza".