29 Marzo 2011
19:50

Par condicio in tv: Santoro e Floris non ci stanno

L’Agcom ha approvato la par condicio in tv per le amministrative del 15-16 maggio, che toccheranno comuni come Milano e Napoli: l’emendamento riguarda i programmi d’informazione e non i talk show delle tv private. Santoro e Floris insorgono.
A cura di Marianna D Onghia

Il 2011 è l'anno delle amministrative, che si terranno il 15 e 16 maggio: tra le città italiane che andranno alle urne per scegliere il loro nuovo sindaco troviamo gli importanti capoluoghi di regione di Milano, Torino, Napoli, Bologna, Trieste e Cagliari. Le elezioni, insomma, interesseranno l'intera penisola e i due grandi schieramenti politici, ovviamente, mirano al controllo di una fetta di territorio più vasta rispetto al "nemico".

La battaglia, però, non corre solo nelle piazze e nei circoli collettivi, ma soprattutto in televisione. Numerosi sono ormai i talk show e i programmi d'informazione che toccano, nei loro palinsesti, tematiche politiche, a seconda del caso particolare o dello scandalo di un politico, come ultimamente abbiamo potuto appurare con il Rubygate.

Tra i programmi tv , a cui facciamo riferimento, non possono mancare Annozero di Santoro, Porta a Porta di Vespa, Matrix di Da Vinci e Ballarò di Floris. In particolar modo, sono i programmi della tv pubblica che si prefigurano come contenitori d'informazione puramente politica: a onor del vero Bruno Vespa spesso varia la sua programmazione, dedicandosi a prodotti televisivi o a celebrità, quindi per esclusione, potremmo dire che i programmi direttamente toccati dall'ultima delibera dell'Agcom sono quelli dell'accoppiata Santoro- Floris.

Arriviamo, quindi, alla decisione dell' Autorità per la garanzia delle comunicazioni, arrivata in data odierna, successivamente alla proposta di Lega e Pdl: nel periodo di amministrative appena cominciato, i programmi d'informazione della tv pubblica dovranno rispettare la par condicio (equità negli esponenti di diversi gruppi politici e nell'espletare le linee adottate dai singoli partiti). Sono esenti dall'obbligo i talk show della tv privata.

Insomma, assisteremo, dopo la pausa del 2010 dei programmi filopolitici, a un ulteriore imposizione per i programmi tv interessati, i cui conduttori ritengono inconcepibile e infattibile e promettono ricorsi. Tutti, tranne Vespa, che annuncia farà fede al testo dell'emendamento televiso.

Il conduttore di Ballarò e Santoro non ci stanno alla soppressione per i loro programmi, che limiterebbe la libertà d'informazione nei contenitori sù citati, impossibilitati, nel periodo che seguirà, a toccare determinati argomenti, perchè magari la controparte non è citata, non equamente rappresentata o toccata nella vicenda.

Se Berlusconi è un ostacolo alla libertà di stampa per la tv tedesca, come volevasi dimostrare a proporre il bavaglio televisivo sono stati i suoi alleati.

Inoltre, la par condicio non vigerà in tutte le trasmissioni inerenti politica e dintorni (come vi abbiamo spiegato sopra) e questo potrebbe far incorrere nel rischio che l'equità crei delle disparità di trattamento, paradossalmente.

Vedremo nelle prossime ore come reagiranno alla notizia i programmi d'informazione e come approcceranno la regola, appena approvata, i conduttori. Conoscendoli, piuttosto che non parlare, preferirebbero stare in silenzio, ma la combattività che li contraddistingue non permetterà vita facile alla decisione dell'Agcom.

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