Il coronavirus ci cambierà, non saremo più gli stessi e nemmeno la televisione. Lo abbiamo detto per settimane, ce lo siamo ripetuti come un mantra, una speranza più che un proposito e alla fine il punto di ripartenza della televisione è Pamela Prati e la storia di Mark Caltagirone. Uno strano viaggio nel tempo che ci riporta a un anno fa, quando la soubrette sarda invadeva qualsiasi discussione da bar con la storia più assurda e impensabile degli ultimi anni.

Dal 31 marzo del 2019, giorno di quell'intervista in cui Pamela Prati annunciava a Domenica In il suo matrimonio con l'uomo misterioso, è passato poco più di un anno. Ed è Pamela Prati è la prima ospite che può tornare fisicamente in studio a Domenica In dopo il lockdown. Arriva da Mara Venier con il suo libro fresco di stampa da promuovere. Un libro che prende tre quarti d'ora di programma, tra racconti d'infanzia e primi passi nel mondo dello spettacolo, un libro che per per la verità (non ce ne voglia Pamela) interessa molto poco, visto che il momento più atteso è proprio quello del ritorno alla vicenda Caltagirone.

Vicenda i cui tratti restano surreali e francamente incomprensibili anche dopo le spiegazioni di Pamela Prati, che si definisce vittima, plagiata, adottando un lessico da cronache malavitose nel definire sistema quello di cui è stata vittima inconsapevole. A un anno di distanza, a conti fatti non è emerso con chiarezza chi abbia preso in giro e chi sia stato preso in giro. Un anno fa avevamo descritto la vicenda Prati-Caltagirone come la telenovela perfetta, ma ci sbagliavamo! Una telenovela, per quanto assurda e ai limiti dell'inverosimile, traccia un percorso narrativo in cui è chiaro chi siano i buoni e i cattivi, i carnefici e le vittime. Su questa vicenda il tempo ci ha detto altro, ovvero che la vera vittima della vicenda Caltagirone non è Pamela Prati, né gli altri attori non protagonisti, ma il pubblico televisivo, costretto a sciropparsi un nuovo episodio di questo inverosimile film di fantascienza.