"La musica è come la vita, si può fare in un solo modo, insieme", fu con le sue parole e con la sua musica al piano che Ezio Bosso conquistò la seconda serata del Festival di Sanremo 2016, per la quale fu fortemente voluto dal conduttore di quella edizione, Carlo Conti. Quindici minuti potentissimi, che non diedero spazio alla sua malattia neurologica degenerativa bensì alle emozioni generate dal brano “Following a bird”, eseguito al piano e tratto dal suo album “The 12th room”, uscito ad ottobre del 2015. Ezio Bosso diede una lezione di vita a tutti, articolando in un messaggio carico della sua consueta positività uno dei suoi meravigliosi pensieri sul significato di una vita che a lui aveva apparentemente voltato le spalle: "Noi uomini tendiamo a dare per scontate le cose belle. La vita è fatta di dodici stanze: nell'ultima, che non è l'ultima, perché è quella in cui si cambia, ricordiamo la prima. Quando nasciamo non la possiamo ricordare, perché non possiamo ancora ricordare, ma lì la ricordiamo, e siamo pronti a ricominciare e quindi siamo liberi".

Perché Carlo Conti lo volle fortemente a Sanremo 2016

Fu proprio Carlo Conti a volerlo, motivando in conferenza cosa significasse portare un personaggio come lui sul palco dell'Ariston: "In una vetrina importante come il Festival, come abbiamo fatto in questi tre anni, inevitabilmente fai politica, ospitare Ezio Bosso e quello che dice è politica, invitare a pagare le tasse è politica, ma una cosa che il Festival non dovrà mai fare è avere delle etichette partitiche".

Fanpage.it ha contattato Carlo Conti per un ricordo sul musicista scomparso prematuramente.

Aveva tanto ancora da regalare, per farci emozionare e sognare. Poteva insegnarci ancora molto Ezio, talmente tanto da lasciarci in estasi. È stata una delle cose più emozionanti che ho fatto non solo a Sanremo ma nella mia carriera. Ed è una cosa che ha avuto una forza fantastica in Italia, per lui che in quel momento era molto conosciuto solo all’estero. Nacque tutto sul palcoscenico, non avevamo preparato niente, fu tutto spontaneo, tant’è che io a un certo punto mi sono dimenticai di essere lì, di dover reggere il palco dell’Ariston. La sua forza mi travolse e quelle emozioni furono così forti perché erano vere.

L’hai sentito ultimamente? "Non l’ho sentito ultimamente perché per fortuna era sempre impegnatissimo, quindi c’eravamo un po’ persi di vista, però è uno di quegli incontri che lasciano il segno, come credo l’abbia lasciato nel grande pubblico".

Un ultimo ricordo di lui, che non fosse legato al palco?

Proprio quel momento che nacque con tutta la sua potenza in modo non preparato non organizzato. La cosa più bella fu quella, quel sentirmi estraniato da tutto e il racchiudere la gioia immensa che provavo in quell’abbraccio che ci demmo quando lasciò il palco per congedarsi dal pubblico. Il mio ricordo è lì, in quell'abbraccio.