Morgan è tornato a parlare della lunga e tormentata relazione con Asia Argento, proprio nei giorni in cui l'attrice è nell'occhio del ciclone per le accuse di molestie ricevute da Jimmy Bennett, dopo il coinvolgimento nel movimento #MeToo. Marco Castoldi ha parlato della ex compagna, cui fu legato dal 2001 al 2007, durante una lunga e interessante ospitata nel programma La mia passione su Rai3. Tuttavia, non ha fatto alcun riferimento alla tempesta mediatica, ma ha raccontato la storia con Asia come uno dei momenti più inquieti della sua vita:

In quel periodo non mi rendevo conto di niente perché stavo malissimo a causa dell’amore. Stavo insieme ad Asia Argento. Un rapporto burrascoso? Stavo malissimo. Quel momento è stato l'acuto dell'incomprensione. Tutto l'album che ho scritto (‘Canzoni dell’appartamento’, ndr) risente di quella storia. Lei era incinta. Quando ha partorito vivevamo in albergo al Principe di Savoia a Milano, perché Renato Zero conosceva il proprietario. Un periodo divertente, anche se l'albergo era così costoso che non potevamo mangiarci! Avrei potuto godermelo, perché è stato un periodo fantastico, ma non ci sono riuscito perché stavo sempre a rompermi le… per Asia, che mi faceva di tutto. Stavo male, tant'è che per l'esasperazione sono arrivato a pesare 45 chili. Non mangiavo più, mi buttavo a terra e stavo tre giorni sul pavimento. Per cosa?

La nascita della figlia Anna Lou

Il conduttore Marco Marra ha ricordato la partecipazione con i Bluvertigo a Sanremo 2001, ai tempi in cui la Argento era incinta della loro figlia Anna Lou. Tra ironia e amarezza, Morgan ha ammesso senza giri di parole: "Se in quel momento ero felice? Per niente. Ero forse illuso che la cosa potesse diventare una vera famiglia, che si potesse trasformare in qualcosa di edificante". La storia con la Argento resta comunque la più importante per il cantate, che ha confessato: "Non posso vivere senza amore. Ti distrae, ma è anche linfa vitale".

Il ricordo del padre morto suicida

Castoldi ha toccato nell'intervista anche un altro argomento molto personale, la perdita del padre Mario Castoldi. L'uomo si tolse la vita l'11 ottobre 1988: "La morte di mio padre è stato l'evento più importante della mia vita in senso negativo. Avevo 16 anni ed è stato brutto perché quella è l'età in cui un padre comincia a diventare anche un complice, un amico. Non è morto di cause naturali, ma per suicidio. Questo dà alla morte un carattere più filosofico perché non riesci a spiegare il perché. Era una persona simpatica ma malinconica, estremamente buona ma violenta. Oggi lo chiameremmo depresso. Se c'è qualcosa che ho imparato da una cosa così negativa è che io non lo farò mai. In un certo senso è un atto di vigliaccheria, perché la vita va affrontata". Nonostante i dolori e le fragilità, l'ottimismo e l'attaccamento alla vita fanno parte di lui da sempre:

Anche quando sono sanguinante e addolorato, non mi abbandona mai l'idea di essere caduto sulla Terra. In questo momento non sono né sanguinante e addolorato, ma solo contento di fare la musica faccio.