Una settimana di smodata follia, di parole grosse e di tanta approssimazione. Dalla vittoria di Mahmood al Festival di Sanremo 2019 alla puntata de Il Commissario Montalbano che ha come sfondo l'emergenza migranti, tutto si traduce nel mondo social in un presunto spot pro-immigrazione da parte del servizio pubblico. Qualcosa di surreale, come i battibecchi televisivi a cui stiamo assistendo da 48 ore a questa parte, di cui però resta una traccia fisica e tangibile.

Da Mahmood a Montalbano, che polemica

Mahmood, ribadiamo ancora una volta, italiano al 100%, si ritrova al centro di "una storia che non gli appartiene", come detto da Matteo Salvini. Lo stesso Matteo Salvini che, dopo aver twittato in favore di Ultimo, ha fatto sapere di essersi scusato telefonicamente con Mahmood per la vicenda degli insulti razzisti arrivati via social: "È italiano, nato a Milano e non deve integrarsi". La girandola impazzita però continua il suo movimento e, mentre altri leader di partito chiedono il "televoto sovrano" dimenticandosi di quando vinceva Valerio Scanu e gli orchestrali lanciavano gli spartiti per aria in segno di protesta, ieri sera è andato in onda Il Commissario Montalbano, proprio con quell'episodio che dell'emergenza migranti conserva un esempio di dignità, libero da qualsiasi buonismo.

Camilleri scrive di migranti dal 1996

Nel mentre, i numeri de "L'altro capo del filo", il primo dei due episodi inediti previsti da questa stagione della fiction tratta dai romanzi di Andrea Camilleri, non hanno fatto rimpiangere il Festival di Sanremo: 11.108.000 spettatori per il 44.9% di share. L'ascolto medio del Festival di Sanremo quest'anno è stato di 9.763.000 spettatori per il 49.38%. È l'effetto migranti su Montalbano? Chi scrive, ne dubita. È però certo che sui social network si sia creato un grande equivoco attorno a questo episodio, un equivoco che non tiene conto del fatto che il romanzo è stato scritto nel 2016, ben prima dell'insediamento del Governo giallo-verde. A dirla tutta, Andrea Camilleri scrive di emergenza migranti sin dal 1996, in "Ladro di merendine". Le contestazioni sono le solite: "Anche Montalbano adesso fa politica?". E, mentre su Twitter reazioni faziose come queste si moltiplicavano, anche Matteo Salvini interveniva pubblicando la solita fotina con il televisore alle spalle: "Io adoro Montalbano!". Anche noi. E la politica pro o contro i migranti non c'entra: non roviniamo un patrimonio culturale del nostro Paese.