Domenica 30 settembre, Rai3 lascia spazio alla quarta puntata di ‘Amore Criminale‘. Veronica Pivetti racconta la storia di Monica De Rossi, assassinata dal suo ex fidanzato Davide Tomasi. L'uomo non accettava la fine della loro relazione – durata solo 100 giorni – così le ha teso una trappola e l'ha accoltellata. Poi si è giustificato: "Non ce la facevo più a vederla con altri uomini. Era la mia ragione di vita, la volevo per me". Monica De Rossi aveva 46 anni.

Chi era Monica De Rossi

Monica De Rossi aveva 46 anni. Era nata a Verona ma viveva a Grisignano di Zocco in provincia di Vicenza. Era titolare di un'agenzia immobiliare. La vita le aveva concesso il dono di assaporare la gioia della maternità. Monica, infatti, aveva tre figli che erano nati da due relazioni ormai finite. Era una donna vivace, sorridente e che sapeva prendere la vita nel verso giusto.

Chi è Davide Tomasi

Davide Tomasi ha 38 anni. Nato a Cittadella, in provincia di Padova, risiede a Grumolo delle Abbadesse in provincia di Vicenza. Fa l'istruttore in una palestra avviata con un socio. Inoltre lavora nell'azienda edile di famiglia che si occupa di realizzare capannoni industriali. Al contrario di Monica, è un uomo di poche parole con un carattere solitario. Colleziona modellini di aerei e costruisce droni. Pur essendo ormai alla soglia dei quarant'anni, non ha mai avuto una relazione stabile.

Monica De Rossi e Davide Tomasi: una relazione durata 100 giorni

È maggio del 2015 quando Monica De Rossi e Davide Tomasi si conoscono. Il sorriso della donna e lo spirito giocoso dei suoi figli illuminano la vita di Davide. Finalmente Tomasi sente di aver colmato quel vuoto affettivo da cui è dilaniato sin dall'infanzia. L'idillio dura pochissimo. L'uomo, che ormai identifica la sua felicità con la compagna, diventa sempre più ossessionato da lei. Tenta in tutti i modi di controllarla e le fa continue scenate di gelosia. Dopo 100 giorni, Monica decide di non poter più tollerare il suo comportamento. Mette fine alla loro relazione.

4 aprile 2016 – L'omicidio di Monica De Rossi

Davide Tomasi non ha nessuna intenzione di lasciare andare Monica De Rossi. Non riesce più a concepire la sua vita senza di lei. Continua a cercarla insistentemente e prova a farle cambiare idea con regali e fiori. Dall'altra parte, però, trova un muro. Nella sua mente scatta qualcosa. Si convince che l'unico modo per mettere fine al suo dolore sia uccidere la donna e poi suicidarsi. Contatta Monica e le chiede la cortesia di andare a vedere insieme una villetta situata a Poiana di Granfion che sostiene di voler acquistare. Il 4 aprile del 2016, si recano a vedere l'appartamento. Monica non sa che Davide ha portato con sé un coltello. Tomasi approfitta di un momento di distrazione dell'ex fidanzata. Mentre è di spalle, le sferra una coltellata alla schiena che si rivela letale. Poi, tenta il suicidio iniettandosi una dose massiccia di insulina. A scoprire la tragedia è un impresario incaricato di fare dei lavori nella villetta. Nota delle tracce di sangue che portano a una stanza chiusa dall'interno e dà l'allarme. Davide Tomasi viene ricoverato in ospedale e, una volta migliorate le sue condizioni di salute, viene portato in carcere.

Davide Tomasi condannato a 30 anni di reclusione

Quando Davide Tomasi arriva al pronto soccorso dell'Ospedale San Bortolo di Vicenza, con un filo di voce giustifica il suo gesto: "Non ce la facevo più a vederla con altri uomini. Era più forte di me. La gelosia non mi faceva ragionare. Lei era diventata l’unica mia ragione di vita, la volevo per me". L'uomo è stato processato con rito abbreviato. È stato condannato a trent'anni di reclusione. In appello, la condanna è stata confermata.