Da quando è scoppiato il “caso Fabio e Mingo” a Striscia la notizia, Mingo De Pasquale ha preferito mantenere il profilo basso. Ha rilasciato poche interviste, non ha quasi mai parlato della vicenda, ha continuato a lavorare nella sua terra, il Sud. Era metà 2015 quando i due inviati storici vennero sospesi, da un giorno all'altro, con una comunicazione ufficiale durante una puntata del tg satirico di Canale 5. Secondo l'accusa – come riporta Repubblica – l'inviato avrebbe truffato Mediaset facendosi pagare dieci servizi relativi a casi inventati e spacciati per veri.

Il processo con la moglie Corinna

Per questo motivo il pugliese è attualmente sotto processo insieme con la moglie Corinna Martino, amministratrice unica della Mec Produzioni srl, di cui il marito era socio.

"Ci sono amarezza, dolore e nostalgia per come si è conclusa la collaborazione dopo 19 anni di attività. Essendoci denunce e cause in corso, non posso entrare nel merito della questione anche se vorrei. Mi piacerebbe raccontare quel che è davvero successo, ma non è ora il caso. Quello che mi fa più male è che è stata raccontata solo la verità mediatica e non quella assoluta. Lo chiamo effetto mediatico. Solo il tempo e la chiarezza renderà tutto più limpido", racconta Mingo in esclusiva a Fanpage.it.

I rapporti con il "buon Fabio"

L'ex inviato sembra dispiaciuto per l'epilogo della lunga collaborazione e, quando ne parla, perde l'ironia di sempre.

“Ho anche fatto cose molto belle a Striscia. Concepivo il mio lavoro più legato al sociale, che sul puntare il dito verso gli altri. Tutti abbiamo commesso degli errori e tutti possiamo sbagliare nella vita, ma non ho fatto certo quello che è stato raccontato – racconta, in attesa di una sentenza da parte del giudice -. Questa storia mi sembra davvero, troppo, esagerata. Ma ora si va avanti”.

Di Antonio Ricci, patron della trasmissione di Canale 5, preferisce non parlare: “E' una cosa troppo personale”. Stessa cosa del buon Fabio”, la sua spalla per anni, con cui ora è stato chiuso definitivamente ogni rapporto: “Ognuno ha preso strade diverse e fa quel che vuole”.

La nuova vita al Sud

Intanto lui, a cinquant'anni passati, si è ricostruito un futuro. Non ripartendo da zero, ma sicuramente stravolgendo abitudini e priorità.

“Non la chiamerei seconda vita, semmai è un proseguimento in maniera più chiara di quello che ho sempre fatto anche durante Striscia. Mi sono sempre dedicato al teatro, al cinema indipendente, al cortometraggio. Non ho ricominciato da zero. Ovviamente quel tipo di televisione dava una certa visibilità e oscurava tutto il resto. Inoltre, mi ci dedicavo tantissimo avendo fatto quello per metà della mia vita. Parallelamente, però, ho sempre cercato di portare avanti anche il mio mestiere di artista”.

L'imminente ritorno in tv

A inizio marzo tornerà in tv con una serie di dodici puntate:

“La serie si chiama L'Arca di Legno e andrà in onda sul digitale. Io sarò il protagonista con Maria Grazia Cucinotta e Mauro Corona. Con lei, che mi è stata sempre vicino, è nata una bella amicizia e una interessante collaborazione artistica: insieme abbiamo già realizzato un film e un corto contro il bullismo, sempre grazie al produttore Corrado Azzolini per Draka Production”.

In più, si dedica alle pillole web Think different. Be human! realizzate con l'autore Claudio Fois (già braccio destro di Crozza) e dal 10 febbraio sarà protagonista dello spettacolo teatrale Volevo il maggiordomo:

“E' un atto unico, un'ora e venti di spettacolo. Si tratta della storia di un fratello e una sorella che vivono insieme e sono affranti dai problemi di tutti i giorni. Una mattina nasce il desiderio di assumere un maggiordomo: quest'ultimo porterà nella vita di entrambi un'ondata di positività. Il messaggio dello spettacolo? Mai arrendersi alle difficoltà della vita. Si deve sempre continuare a credere nel rovescio della medaglia”.

Come ha fatto lui.