Il Ministro degli Interni Matteo Salvini continua ad attaccare Fabio Fazio. Questa volta lo ha fatto da Aversa, il paese in provincia di Caserta dove ha partecipato ad una manifestazione a sostegno del candidato a sindaco Gianluca Golia. Così, dopo le parole del presidente della Rai, Marcello Foa, in merito a un programma che ha ormai "perso la carica innovativa", arriva un ulteriore corredo di Matteo Salvini, che si è rifiutato di presenziare alla puntata di "Che Tempo Che Fa" in campagna elettorale e dallo scranno del comizio di Aversa contrattacca: "Non vado ospite da comunisti come Fabio Fazio che hanno Rolex pagati dagli italiani". 

Il contratto blindato di Fabio Fazio

Gli attacchi a Fabio Fazio continuano ad essere uno dei punti di forza della campagna elettorale di Matteo Salvini. Ma lo stipendio del giornalista e conduttore di "Che tempo che fa" è uno stipendio bloccato e vincolato da un contratto che scade solo nel 2021 e l'interruzione del programma comporterebbe comunque il pagamento del contratto più una penale da 600mila euro per la mancata messa in onda. Una beffa, in poche parole.

Le parole di Marcello Foa

E continuano a far discutere le parole del Presidente della Rai, Marcello Foa, dal Festival della Tv e dei Nuovi Media di Dogliani: "Che tempo che fa va in onda dal 2003 ed è un format che non ha più quella carica innovativa che forse aveva all'inizio. Questo dovrebbe farci riflettere. È stata portata su Rai1 e gli indici di ascolto non sono aumentati. Questo induce a una riflessione dal punto di vista aziendale”.

Michele Anzaldi e il caso Fazio

Sul caso Fazio ha parlato anche Michele Anzaldi, membro della Commissione Vigilanza Rai: "Salvini ha eletto Fazio come suo bersaglio mediatico, ma il conduttore ha un contratto blindato. Oggi viviamo una nuova stagione di occupazione senza scrupoli della Rai, ai livelli dell’editto bulgaro, ma il fulcro di questa occupazione non è certamente Fazio col suo stipendio. Salvini lo ha eletto a suo bersaglio mediatico, ma il conduttore ha un contratto blindato e non sarà certamente una piccola riduzione volontaria del suo stipendio a metterne a rischio la libertà".