Massimo Giletti "torna" in Rai, anche se solo da semplice ospite. Intervistato a Un Giorno da Pecora su Rai Radio1, ha parlato senza peli sulla lingua riguardo all'ormai storico divorzio dal servizio pubblico. Ai microfoni di Giorgio Lauro e di Geppi Cucciari, il conduttore oggi volto di La7 si è lasciato andare a una dichiarazione amara su come sono andate veramente le cose. Con tanto di frecciatina a Mario Orfeo:

È la prima volta che torno in uno studio Rai dopo la fine de l'Arena. Mi ha costretto ad andare via il Direttore Generale Orfeo, nella sua libertà assoluta. Poi mi sarebbe piaciuto che si fosse assunto la responsabilità di quel che è successo dopo. Se ho percepito del rammarico quando mi ha comunicato questa scelta? No, assolutamente.

Giletti ‘allontanato per una scelta politica': troppo grillino?

Giletti ha scelto di lasciare la Rai e approdare a La7 dopo la chiusura de L'Arena (che scoprì attraverso i media), rifiutando l'offerta di Orfeo di condurre un programma di intrattenimento e non di giornalismo. Una proposta che Giletti definisce una scelta non editoriale ma politica:

Quando chiedi a Giletti di dedicarsi al varietà vuol dire che la scelta è chiaramente politica. Sarebbe interessante fare un incontro pubblico ascoltando le verità. Perché il Dg di una tv ha il diritto/dovere di scegliere, ma, siccome è pagato anche lui coi soldi dei contribuenti, dovrebbe anche spiegare perché si allontana uno che fa un programma da 4 milioni col 22% di share. Una spiegazione bisognerebbe darla senza camuffare la scelta con la spiegazione che Giletti non fa il varietà: io sono un giornalista e voglio fare quel che so fare.

Il dubbio sollevato dai conduttori Cucciari e Lauro è che Giletti fosse "troppo grillino": "Il Foglio faceva una campagna sistematica: Grillo e Giletti – ha replicato lui – Il motivo è che, quando tu dai fastidio ad un certo tipo di volontà di non cambiare da parte di chi ha il potere, dai trasversalmente fastidio".

Giletti resterà a La7

Giletti tornerà mai in Rai? “Del doman non v'è certezza…”, ha risposto il conduttore lasciando forse una porta aperta. Per il momento, però, si trova benissimo a Non è l'Arena su La7, anche in virtù di un ottimo legame con il presidente Urbano Cairo: "Con lui ho un rapporto personale che va oltre la tv. Ci incontreremo entro la fine dell'anno e vedremo che succederà. Certamente finiremo la stagione, ci mancherebbe, con tutti i successi che abbiamo perché dovrei andare via?", ha spiegato Giletti, rivelando come Cairo gli avesse consentito sino all'ultimo di fare marcia indietro e tornare a mamma Rai: "Ora possiamo svelarlo, c'era un accordo al 30 giugno, una stretta di mano, per cui se avessi voluto tornare in Rai avrei potuto farlo. Ma io penso che la stretta di mano di una persona che ti ha aiutato in un momento complicato abbia un valore più alto, e per questo non mi sono nemmeno posto il problema". Ora, a La7, si sente più libero:

La Rai è stata la mia vita, ma a La7 c'è una libertà diversa. Il fatto che io sia stato costretto a scegliere un'altra strada vuol dire che tutta questa libertà in Rai, su di me, alla fine non c'è stata. Basta che cambi un Dg e decide lui quel che succede.

Massimo Giletti dalla parte di Asia Argento

Giletti ha affrontato anche il tema Asia Argento/Jimmy Bennett. Entrambi le parti in causa dello scandalo (le accuse di molestie sollevate da Bennett contro l'attrice) sono intervenute ospiti a Non è l'Arena. Il conduttore prende per la prima volta posizione sull'argomento, spiegando di credere alla versione della Argento.

A chi credo? È chiaro che qualcuno ci marcia alla grande, e non è Asia Argento. Se uno chiede a distanza di anni un risarcimento, qualche dubbio mi viene. I ricordi sfumano in Bennett, c'è qualcosa che non torna. Asia ha pagato il prezzo per il MeToo, la sua immagine esce appannata perché ha fatto dichiarazioni contrastanti, anche se poi ha cercato di spiegarsi. Io sto dalla parte di Asia, credo che abbia avuto il coraggio di fare una battaglia che non ho visto fare a nessun'altra attrice italiana quest'anno.