Basta una frase ben piazzata in Tv, e i follower si impennano. Potrebbe essere questo il titolo per sintetizzare quello che è successo nelle ultime ore a Martina Fusco dopo il suo passaggio a "Ciao Darwin 8". C'è stato un certo periodo storico in cui la televisione si è attestata come il luogo in cui chiunque potesse trovare il suo quarto d'ora di celebrità.

Trovare una chiave per essere efficaci in quei pochi istanti era fondamentale per scansare l'irrilevanza. Oggi tutto pare un po' diverso, la televisione, pur restando un mezzo di grande visibilità, ha perso la sua centralità e un video e una foto sui social possono scatenare un effetto virale ben più ampio, in un tempo molto più breve.

Esistono però delle eccezioni. Tra queste "Ciao Darwin", che con la sua ottava edizione sta confermando il successo eterno di una trasmissione che, pur avendo vent'anni, non perde lo smalto di sempre. La trasmissione condotta da Paolo Bonolis, pur avendo subito un'evoluzione nel linguaggio e nella qualità dell'immagine, non ha smarrito quella chiave che lo lega a un immaginario televisivo anni Novanta, soprattutto nella spina dorsale della trasmissione che è da sempre invariata.

Perché si parla tanto di Martina Fusco

Si potrebbe dire che il fenomeno Martina Fusco, la fotomodella diciottenne napoletana che nella puntata del 19 aprile riempiva le file della squadra dei Davide (opposti ai Golia per evidenti ragioni di statura), trovi origine proprio in questo aspetto ‘vintage' della trasmissione, ovvero di creare un contesto dalle dinamiche consolidate nel quale, grazie a particolari qualità fisiche, o a un comportamento particolarmente colorito, degli sconosciuti riescono a trovare la chiave per avere grande visibilità in un tempo brevissimo.

Bonolis le dà la parola nel momento della trasmissione che vede le due squadra affrontarsi con la parole, le argomentazioni a proprio favore. La numero 12 Martina Fusco, già acclamata dal pubblico per un abbigliamento alquanto appariscente, si rivolge agli avversari pronunciando un concetto quanto mai articolato (per fare dell'ironia diremo che Cicerone si sarebbe alzato in piedi, con tanto di applauso): "Meglio essere bassi e avere un culo altro, che essere alti e avere un culo basso". 

Non dovesse bastare il pensiero poetico, diventato virale sui social network in un men che non si dica, si è aggiunto anche il momento del défilé, che ha visto Martina Fusco sfilare per la sua squadra e aizzare il pubblico chiamato a mostrare particolare coinvolgimento con quelle espressioni evidentemente forzate e immortalate dalla regia di Roberto Cenci. A quel punto a prevalere è stata la legge del corpo e in pochissime ore la ragazza diciottenne ha visto aumentare in maniera esponenziale i follower su Instagram.

Un fenomeno, questo, che a parere di chi scrive sottolinea come il programma di Bonolis riesca a conservare un'anima analogica e dimostrare una certa resistenza nei confronti dei social network, coi quali conserva un rapporto di equilibrio e non di schiavizzazione.