"Arrivano messaggi come se fossi deceduto io, ma a parte un piccolo raffreddore mi sento abbastanza bene": scherza Mario Sgueglia, nell'intervista rilasciata a Fanpage.it. L'attore è reduce dal successo di Rosy Abate 2. Nella fiction interpretava l'ispettore della Questura di Napoli Luca Bonaccorso, morto nel finale della seconda stagione, a causa di una coltellata alla gamba ricevuta durante una colluttazione con Antonio Costello.

La scelta di far morire Luca Bonaccorso ha deluso i fan della serie. Secondo te, era proprio necessario ucciderlo?

Qualcuno adda murì, come dicono a Napoli (ride, ndr). Da una parte mi dispiace per chi si era affezionato al personaggio, dall'altra l'affetto degli spettatori nei confronti di Luca mi fa piacere. Sin dalla prima stagione ho deciso di creare un personaggio che ha dei canoni un po' diversi dal solito. Parla e sorride poco, è burbero, nasconde quello che prova. Ho pensato che fosse la scelta più interessante da fare. Alla luce della reazione del pubblico, sembra sia stata una mossa azzeccata.

Il perfetto lieto fine, però, sarebbe stato vedere Rosy felice con Luca…

Io immaginavo un colpo di scena in cui Rosy e Luca iniziavano una nuova vita altrove. Avrebbe lasciato aperta la porta alla terza stagione. Da quello che mi è stato detto, però, gli sceneggiatori all'inizio volevano far morire Luca nel primo episodio. Sì, volevano uccidermi subito. È andata bene, dai.

Come hai scoperto che il tuo personaggio sarebbe morto? Leggendo il copione o te l'avevano anticipato?

Leggendo il copione. Sapevo che all'inizio c'era l'intenzione di interrompere la sua presenza molto presto. Poi mi sono interessato ad altro. Prima delle riprese, ho ricevuto il copione e ho letto della morte di Luca.

Cosa hai provato?

Ho pensato che dare una degna chiusura a qualcosa che hai amato molto, è la cosa migliore da fare. Rimarrà un bel pezzo di strada fatto insieme. Certo, c'è un po' di dispiacere.

Sei soddisfatto di come è stata messa in scena la morte di Luca?

Sì, sono molto contento di quella scena. Ci tenevo a rendere questa morte in qualche modo epica. Anche grazie al regista Giacomo Martelli, ritengo abbia avuto una fine dignitosa. Quella scena l'ho vista la prima volta in tv e devo dire che è stata molto toccante.

Luca è rimasto coerente con i suoi valori rifiutandosi di sparare…

Sì, non avrebbe mai sparato a Costello. A Napoli ho avuto la fortuna di parlare con uno dei Falchi della Polizia di Stato, per cercare l'ispirazione e avvicinarmi alla verità di queste persone. Mi ha detto: ‘L'arma la devo portare con me ma non la tiro fuori'. Credo sia bello, gli eroi alla Batman secondo me esistono.

La morte di Rosy Abate non è mai stata prevista

Dopo le proteste degli spettatori alla prospettiva della morte di uno dei protagonisti, Valsecchi ha dichiarato di essersi messo al lavoro per chiudere il montaggio della puntata "nel modo migliore per tutti". Cosa è cambiato rispetto al finale previsto inizialmente?

Non è stato cambiato niente. Ho visto andare in onda quello che ho girato. Rosy non doveva morire sin dall'inizio, anche perché non c'è modo di girare e montare tutto in una settimana. Non era materialmente possibile.

Parliamo dell'eventualità della terza stagione. Leonardo entra in Polizia perché vuole diventare come Luca. Il tuo personaggio potrebbe tornare in una forma onirica (come Ivan Di Meo) o con dei flashback?

Che io sappia non è stato scritto neanche il soggetto della terza stagione. Potrebbe essere interessante, però, perché no. Nella seconda stagione non sono stati raccontati gli anni che Luca e Leonardo hanno trascorso insieme. Secondo me è stata una carenza. Potrebbe essere interessante raccontare episodi di vita comune sotto forma di flashback. In un primo momento, con il regista si era pensato di metterli. Sai, anche una semplice partita a pallone tra Leonardo e questo padre putativo.

La sintonia con Giulia Michelini

Cosa mi dici, invece, di Giulia Michelini?

Devo dire che raramente con una collega ho avuto questa naturalezza. Non c'era bisogno di provare niente con lei. Luca e Rosy avevano un buon equilibrio. Da una parte una donna così focosa, esuberante, dall'altra parte un personaggio riflessivo, silenzioso. Ho deciso di dare quel taglio al personaggio proprio per creare un conflitto tra i due.

Sono aspetti caratteriali che ti appartengono?

No, anzi io mi accendo un po' troppo. Litigo facilmente ma per il troppo amore che ho per l'umanità. Mi piace il conflitto per poter tirare fuori la parte più vera di noi. Luca è molto lontano da me. Mi sono ispirato a un vecchio amico che si chiamava Sandro e che non c'è più. Lui era molto simile a Luca…

Cosa ti mancherà di Luca Bonaccorso e del set di Rosy Abate 2?

Del periodo sul set mi mancherà il rapporto lavorativo con Giulia, la sua capacità di farmi sentire a casa. Luca, invece, lo porto con me. Ho questo rituale: ho un armadio dove ci sono tutti gli oggetti e i costumi dei miei personaggi. Quando voglio me lo vado a riprendere, è lì.

Ho notato una cosa bizzarra. Su Instagram hai voluto precisare che i piedi di Luca Bonaccorso mostrati in obitorio non erano i tuoi…

(Ride, ndr) Ti dico la verità. A metà della puntata finale di Rosy Abate 2 ho dovuto prendere un treno e partire per andare a lavorare. Mentre ero in treno, un'amica mi ha scritto: ‘Che piedi orrendi che hai'. In realtà, il giorno che hanno girato la scena dell'obitorio, io ero su un altro set. Non potevo girare. Hanno usato i piedi di un altro ragazzo. L'ho precisato pubblicamente anche per sdrammatizzare. In fondo quella sera era un momento un po' triste anche per me. È un lutto, si tratta di chiudere qualcosa.

Sui social, però, hai parlato dell'inizio di una nuova avventura. Puoi svelarmi qualcosa?

Posso dirti che inizio a girare un film a Milano a inizio novembre per sei settimane. È un film in costume ambientato negli anni '70. La regia è di Fabio Resinaro ed è tratto da un romanzo di una quindicina di anni fa, di un importante autore italiano. Forse è meglio che non scenda troppo nei dettagli. Bella avventura, però. È un personaggio che mi ha intrigato molto.