È sempre Dagospia a riportare l'ennesima notizia sul clima ostico che aleggerebbe intorno Barbara D'Urso. Prima, la chiusura anticipata di Live non è la D'Urso che, stando al sito di D'Agostino, non tornerà in onda nemmeno a settembre, poi ora direttamente la bomba: "Maria De Filippi ha chiesto e ottenuto da Mediaset una clausola nel suo contratto che proibisse alla D'Urso di trattare i temi dei suoi programmi e di sfruttare i personaggi delle sue trasmissioni. Una separazione netta. Per la serie: resta pure nel tuo trash-salotto ma non mettere le mani sulla mia "roba". Il Cologno gate prosegue a ritmo incessante.

"Live Non è la D'Urso non tornerà nemmeno a settembre"

"La trasmissione (Live non è la D'Urso, ndr) non ripartirà neanche a settembre. A dimostrazione che la decisione del Comitato esecutivo di Mediaset, in cui troneggia il "big boss" Pier Silvio Berlusconi, è ben ponderata e fa parte di una strategia più ampia che punta a rinfrescare la proposta editoriale, riducendo le ammuine da trash-pollaio" scrive Dagospia. Passaggio obbligato sul subentro di Paolo Bonolis con Avanti un altro serale (edizione vip) e analisi inevitabile delle latenti inimicizie, nonostante ininfluenti in questo scenario, tra Lucio Presta, manager di Bonolis, e Marco Durante, che in passato è riuscito a prendere dalla sua scuderia cavalli vincenti come Belen, Rita Dalla Chiesa e la stessa Barbara D'Urso.

Il caso del GF Vip di Alfonso Signorini

La clausola di cui sopra non sarebbe presente nel contratto di Alfonso Signorini, motivo per il quale la D'Urso avrebbe fatto incetta delle storie del Grande Fratello Vip 2020/2021, costruendo interi blocchi televisivi nelle sue trasmissioni. Il caso Walter Zenga con i figli e le ex compagne ne è stato un esempio lampante, con vari ritorni di opinione a Pomeriggio 5 e Live non è la D'Urso, con conseguente saturazione della storia stessa, arrivata ad essere quasi altro da sé rispetto alla dinamica irrisolta del rapporto padre figlio lanciata dal GF Vip.