La nuova avventura televisiva di Marco Liorni, quella con "Italia Sì", sta dando belle soddisfazioni al conduttore. Se non sono gli ascolti a volare, vista la concorrenza muscolare di Canale 5 con "Verissimo", tra i programmi più fortunati di Canale 5, la soddisfazione sta tutta nell'aver messo a punto un programma nel quale Liorni crede, come ha rivelato in un'intervista a Radio 2 nel programma "I Lunatici":

Sta andando bene perché stiamo facendo il programma che ci piace, siamo liberi di decidere, pensare e sviluppare tutto quello che succede. E' una cosa meravigliosa, possiamo parlare di tutto e svilupparlo come uno lo sente. Il pubblico premia le cose che sente abbiano un'anima.

Ma approdare a "Italia Sì" per Marco Liorni ha significato soprattutto lasciare La Vita In Diretta, trasmissione di cui era diventato un simbolo assoluto per sette stagioni. Per quanto la sua uscita dal programma sia parsa a molti non del tutto spontanea e sia stata segnata da incomprensioni tra il conduttore e la Rai, Liorni ha spiegato come, al netto della grande soddisfazione personale, La Vita in diretta sia un programma che lascia il segno e che non è facile immaginare di condurre a lungo:

E' una cosa chiusa e strachiusa. La cosa che mi rimane è che riesco più spesso a dormire di notte. A La Vita in Diretta trattavamo spesso delle storie, degli argomenti, delle cose così coinvolgenti, così forti, che di notte capitava di svegliarsi e ripensarci. Se hai davanti una madre cui hanno ucciso il figlio, in tv ci stai dieci minuti, la mattina l'hai passata ad entrare empaticamente nella storia, prima della trasmissione ne riparli, quando arrivi di notte ti ritorna tutto su. In questo momento se ripenso a La Vita in Diretta penso che era un programma che ti succhiava l'anima. E' stata una esperienza di vita pazzesca, durata sette anni. Un grande privilegio, ma una cosa che mi ha impegnato molto anche emotivamente. Tutto il resto passa in secondo piano".

Tutte le speranze di Marco Liorni sono quindi indirizzate sul suo "Italia Sì", un programma di cui, oltre che conduttore, è autore, e per il quale ha accettato di atterrare in uno spazio televisivo, quello del sabato pomeriggio, decisamente complesso:  "Spero che ‘Italia sì' cresca, come maturità proprio del programma, perché in ogni puntata scopriamo una cosa diversa. Ogni puntata è una esperienza per crescere. In questo momento ‘Italia sì' è mio figlio. E' un programma che potrebbe andare dappertutto, ci puoi mettere  qualunque cosa. Ha veramente tante potenzialità. In Rai spero presto di poter parlare con i nuovi dirigenti per capire se potremo fare ancora strada insieme oppure no".