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Luca Zingaretti potrebbe lasciare Il commissario Montalbano: “Mi dico da tempo che bisogna chiudere”

La fiction Il commissario Montalbano potrebbe dovere proseguire senza il protagonista Luca Zingaretti, o fermarsi. “Ci sono ancora due romanzi e dei racconti che si potrebbero girare, però non so se ho voglia”, dichiara l’attore per cui potrebbe essere arrivato il tempo di concludere il fortunato ciclo nato con la fiction tratta dai romanzi di Andrea Camilleri.
A cura di Stefania Rocco
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Il commissario Montalbano è la fiction italiana per eccellenza, unico prodotto del catalogo Rai in grado di ottenere numeri vicini a quelli prodotti dal Festival di Sanremo. Gli ultimi due episodi inediti sono andati in onda lo scorso marzo, poi le vicende del commissario nato dalla penna di Andrea Camilleri sono proseguite con la messa in onda delle sempre fortunatissime repliche. Esiste ancora un episodio inedito già girato da mesi e mai trasmesso, “Il metodo Catalanotti”. Ha per protagonista Luca Zingaretti, l’attore italiano che da sempre presta il volto al commissario Salvo Montalbano e che confessa a Repubblica di stare accarezzando l’idea di lasciare serie e personaggio, benché esistano ancora racconti e romanzi scritti da Camilleri che allungherebbero la trasposizione televisiva della storia.

Morti Camilleri e Sironi, perché Zingaretti lascia Montalbano

Montalbano archiviato definitivamente? Non lo so ancora. L’anno scorso abbiamo girato tre episodi nuovi e la Rai ne ha mandati in onda solo due, quindi nel 2021 dovrebbe esserci l’altro episodio, Il metodo Catalanotti, l’ultimo della serie in ordine cronologico scritto da Camilleri. Dopo di questo ci sono ancora due romanzi e dei racconti che si potrebbero girare, però non so se ho voglia”, dichiara Zingaretti. A pesare sul desiderio di voltare pagina e chiudere in bellezza un’avventura dai numeri tanto imponenti da essere esportata in oltre 20 paesi nel mondo – Zingaretti è il protagonista della fiction ed è stato regista degli ultimi episodi, dopo la morte di Alberto Sironi – sono una serie di fattori:

Non certo per il personaggio di cui mi sono innamorato profondamente. Penso abbia raccontato l’Italia degli ultimi vent’anni. È che in questi anni sono morti compagni di viaggio che per me erano fratelli, Andrea Camilleri, il regista Alberto Sironi, lo scenografo Luciano Ricceri, colleghi anziani. Le ultime regie le ho fatte io, ma non so se cedere il testimone e finire in bellezza o visto che siamo arrivati fino a qua fare gli ultimi ceno metri, se fare un anno sabbatico o dopo vent’anni un congedo definitivo.

Zingaretti e Montalbano, un sodalizio durato 20 anni

Chiudere in bellezza e dedicarsi ad altro, questi i propositi di Zingaretti, incuriosito dalla possibilità di esplorare il genere della serialità tipico delle piattaforme di streaming moderne: “Da tempo mi dico che bisogna chiudere questa esperienza meravigliosa, questa cavalcata trionfale. E ammetto che mi sto costruendo altri progetti nel cinema e soprattutto in tv, che mi interessa molto nelle nuove piattaforme e nelle potenzialità del racconto seriale che sono molto interessanti. Il teatro l’avevo lasciato per gli impegni in tv ma da quando lo rifrequento da regista mi è tornata voglia. Appena si normalizza la situazione della pandemia, mi vorrei misurare con un Cechov o uno Shakespeare”. Resta da capire cosa accadrà alla fiction tratta dai romanzi di Camilleri nel caso in cui il protagonista dovesse abbandonare il progetto.

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