C'era molta attesa per la presenza di Matteo Salvini da Lilli Gruber, per la puntata di Otto e Mezzo dell'8 maggio. E le aspettative non sono state disattese, viste le dichiarazioni forti del ministro, che ha detto la sua sul caso Siri e sulla vicenda del Salone del Libro di Torino, questioni che hanno infiammato il dibattito politico degli ultimi giorni.

Anche il sistema televisivo è stato al centro dell'intervista a Salvini. La Gruber ha iniziato la trasmissione pizzicando il ministro su una sua dichiarazione in un comizio datata al giorno prima della messa in onda: "Lei ha detto che oggi le toccava venire qui e ne ha fatto anche una questione di simpatia. Ora, al netto del fatto che mi aspettassi almeno un mazzo di fiori di scuse, visto che lei è qui, le costa molto partecipare a questa trasmissione?". "Io le voglio tantissimo bene – ha detto un Salvini leggermente imbarazzato – e ritengo che questa trasmissione sia assolutamente equilibrata". Risposta che non gli ha risparmiato una tirata di orecchie della conduttrice:

Perché allora dice sciocchezze in un comizio? Non è stato molto educato, sa?

Matteo Salvini risponde dicendo di essere pagato per fare il ministro dell'Interno, ma la Gruber aggiunge, severa: "La pagano anche per essere educato, mi creda". Il siparietto si chiude con le scuse di Salvini: "Le manderò una piantagione di rose e margherite".

Il capitolo Fabio Fazio

Non è tutto, perché la conduttrice ha affondato su un altro punto caro al linguaggio salviniano, ovvero il dualismo con Fabio Fazio, il cui ultimo atto è stato il rifiuto di Salvini a prendere parte a "Che Tempo Che Fa" la scorsa settimana. Il ministro torna sul punto:

Io non aggredisco Fazio, io ritengo ingiustificato uno stipendio da 3 milioni di euro all'anno. Posso ritenere immorale uno stipendio da 3 milioni di euro all'anno per fare politica sulla televisione pubblica?

Dopo un passaggio sulla questione del tetto agli stipendi in Rai, da ex volto del servizio pubblico la Gruber ci ha tenuto a sottolineare: "Vorrei ricordarle, avendo lavorato tanti anni nel servizio pubblico, che un vicepremier, nonché ministro dell'Interno, non dovrebbe proprio pronunciarsi su ciò che accade per le singole persone che lavorano nel servizio pubblico. Questo non le è venuto in mente? Avete tutti promesso in campagna elettorale che i politici non si sarebbero occupati della Rai".