Dell’intervista di Lilli Gruber a Matteo Salvini si parla da ore, soprattutto in virtù dei toni, a tratti poco pazienti, dei due partecipanti al ring. A Intervenire via Twitter, bocciando la linea discorsiva ispirata dalla giornalista è stata Rita Dalla Chiesa che non nasconde di avere trovato troppo poco concilianti i toni usati dalla Gruber. “Ieri ha detto che le toccava venire qui e non ne aveva voglia e ne ha fatto una questione di simpatia. Mi aspettavo un mazzo di fiori e delle scuse” aveva esordito la giornalista, ricordando a Salvini l’intoppo consumatosi il giorno prima. “Ma io le voglio un sacco di bene” aveva tentato di scherzare il leader della Lega, per poi aggiungere: “Passo la giornata a occuparmi di droga, terrorismo, immigrazione. Mi pagano anche per questo”. Ma la Gruber aveva chiuso tenendo per sé l’ultima parola: “La pagano anche per essere educato”.

L’analisi di Rita Dalla Chiesa

La Dalla Chiesa è intervenuta via Twitter e, manifestando apertamente di non avere apprezzato i toni usati dalla Gruber, ha scritto: “Puoi essere d’accordo con lui o no, puoi pensarla in modo diametralmente opposto, ma questa è’ l’intervista più’ irritante e meno super partes nella storia di Otto e mezzo”.

Toni da maestrina

Com’era prevedibile che fosse, quel commento postato in rete senza filtro alcuno ha generato la consueta valanga di interazioni, obbligando la Dalla Chiesa a intervenire nuovamente per poter dare una forma maggiormente articolata al suo pensiero sulla questione: “È il modo, la spocchia. Una giornalista deve fare domande e ascoltare risposte. Non bacchettare come una maestrina i propri ospiti. O lo fa con tutti o con nessuno”. Poi, sempre riferita alla Gruber, ha aggiunto: “Peccato che lei lo faccia SOLO con chi non la pensa come lei. Ho detto quello che ho provato io nell’ascoltare un’intervista che avrebbe potuto essere più fluida e ‘ficcante’ se fosse stata condotta con minore aggressività. Tutto qui”.