La tragica morte di Naya Rivera, l'attrice nota per la serie tv "Glee" e annegata nel lago Piru l'8 luglio, è un caso destinato a far parlare ancora. La sua famiglia ha deciso infatti di intentare una causa per omicidio colposo in merito al suo decesso: per quanto accidentale, alla tragedia avrebbero concorso gravi negligenze. Il procedimento giudiziario è a nome del figlio di 5 anni Josey Hollis Dorsey, che si trovava sulla barca con la madre quando quest'ultima è annegata, del padre del bambino, l'ex marito della Rivera Ryan Dorsey, del manager e della società dell'attrice.

La causa legale

La causa intentata il 17 novembre è contro la contea di Ventura, la zona della California in cui si trova il lago Piru, lo United Water Conservation District (ente pubblico locale che si occupa della distribuzione delle acque) e l'azienda turistica Parks Management Company. Tutti i soggetti sono citati in giudizio con l'accusa di non aver avvertito visitatori e turisti del lago con una segnaletica adeguata sui possibili pericoli, come le correnti, la variazione di profondità dell'acqua o i detriti sottomarini. Inoltre, la barca che la Rivera aveva noleggiato per un giro con il figlio Josey non sarebbe stata equipaggiata con corrette attrezzature di sicurezza, ovvero una scala accessibile in modo sicuro, ancora, cima, radio e dispositivi di galleggiamento, in presunta violazione delle leggi della California. Da quando il Lago Piru è stato aperto (si tratta di un bacino idrico artificiale formatosi dalla costruzione nel 1955 della diga di Santa Felicia), si sarebbero verificate già 26 morti per annegamento.

Com'è morta Naya Rivera

L'attrice nota per il ruolo di Santana Lopez in "Glee" era stata data per dispersa dopo il ritrovamento del figlio Josey a bordo della barca presa a noleggio. A qualche giorno di distanza, il corpo è stato ripescato dal lago e l'autopsia ha stabilito che la morte di Naya Rivera è avvenuta per annegamento in pochi minuti. Questa la drammatica ricostruzione redatta dall'avvocato Amjad Khan contenuta nella denuncia per omicidio colposo.

Mentre Naya e Josey stavano nuotando, la barca ha iniziato ad andare alla deriva, probabilmente a causa della corrente e del vento, che nel pomeriggio ha raggiunto raffiche fino a 21 miglia all'ora. Josey, che era più vicino, è riuscito a risalire sulla barca di sua spontanea volontà e si è aggrappato alla barca, che oscillava avanti e indietro con forza nella corrente e nel vento. Josey sapeva che Naya era ancora in acqua e l'ha sentita gridare: ‘Aiuto! Aiuto!'. Nel suo sforzo per risalire sulla barca ed evitare di annegare, Josey ha cercato invano una corda per aiutare la madre a risalire sulla barca. Josey poi ha guardato di nuovo verso l'acqua e ha visto che Naya era scomparsa. Ha gridato aiuto e ha pianto da solo sulla barca finché non è stato trovato più di un'ora dopo da un noleggiatore di barche della PMC.