È arrivato al termine la 69a edizione del festival di Sanremo condotta da Claudio Baglioni, anche presentatore assieme a Virginia Raffaele e Claudio Bisio. Ecco quindi le ultime classifiche quelle che si rifanno alla serata finale che è filata via liscia tranne che per qualche intoppo tecnico e qualche problema personale.

Daniele Silvestri con Rancore – Argento Vivo

È uscito dal banco scolastico da un bel po' di sere Rancore, che non ha paura di nulla e rappa perfettamente sul palco in cui anche questa sera Silvestri ha voluto con sé Manuel Agnelli almeno nella voce metallica che ha unito il suo flow a quello del rapper romano. Generazioni convincenti a confronto.

Anna Tatangelo – Le nostre anime di notte

La Tatangelo cercava, con questo Sanremo, il ritorno al grande pubblico con questa canzone costruitele perfettamente addosso. Alla faccia di chi non l'ha mai amata, lei va avanti per la sua strada e la canzone comincia a essere cantata. Si ferma un attimo, si commuove e commuove. Commovente, insomma.

Ghemon – Rose viola

Vedere Gianluca Picariello, in arte Ghemon, su quel palco, portare la sua voce soul, il suo soul, la sua tranquillità è un piacere per gli occhi e le orecchie. Che queste "Rose viola" siano un nuovo inizio, di qualcosa di più grande.

Negrita – I ragazzi stanno bene

Pau si siede sulle scale, ma non si siede la sua energia. I Negrita salgono su quel palco per portare un po' di chitarre, un po' di rock e lo fanno onestamente da vent'anni ormai. Mai domi.

Ultimo – I tuoi particolari

Seduto al pianoforte Ultimo ha la sicurezza dei Big, anche se Big lo è da poco. Molto Big, in realtà, visti anche i numeri di questo fenomeno che lo scorso anno ha conquistato qualcosa in più di Sanremo. In crescita.

Loredana Bertè – Cosa ti aspetti da me

Il ritorno di Loredana Bertè a Sanremo avviene con le modalità a cui la cantante ci ha abituati. Non poteva che essere un pezzo del genere, super rock, tornando al suo genere dopo la hit estiva coi Boomdabash. Ora è lei, ferma al centro del palco, capelli turchesi e la sua voce. Instancabile.

Francesco Renga – Aspetto che torni

"Una delle voci classiche del festival" lo presenta la Raffaele e quell'aggettivo racchiude un po' quello che il cantante ha portato al festival. Una canzone d'amore, sanremese, appunto, di quelle che Renga interpreta alla perfezione, ma che forse non lasciano tanto il segno. Classico.

Mahmood – Soldi

Non lo ferma niente, ormai la sua "Soldi" è partita: neanche i problemi tecnici riescono a farlo vacillare, a parte quello spaesamento iniziale infatti, Mahmood riprende e va dritto come un treno. Inarrestabile.

Ex-Otago – Solo una canzone

L'abbraccio di Maurizio Carucci è una delle cose che resterà di questo Festival, un momento intenso e dolce che accompagna una canzone pop, contemporanea che li conferma come le voci più interessanti del genere.

Il Volo – Musica che resta

Tornano per conquistare il Festival – un po' ci credono, inutile far finta di niente – e lo fanno con un pezzo che non stupisce tanto. Insomma, sono Il Volo che fanno Il Volo. Per un attimo abbiamo sperato nel reggaeton, loro sanno perché.

Paola Turci – L'ultimo ostacolo

Paola Turci arriva sul palco con gli occhi di tigre e la sua attitudine rock che si ammorbidisce in una canzone che non perde grinta comunque. Quella che la contraddistingue sempre. Fantastica.

Zen Circus – L'amore è una dittatura

Passare da "Quando avevo 20 anni ero uno stronzo" a "L'Italia è una dittatura" è un attimo, così come l'attimo è quello che separa quegli Zen da questi per cui il tempo non è passato, non lo è nella lo nelle intenzioni, ma lo è nella crescita complessiva. Coerenti.

Patty Pravo con Briga – Un po' come la vita

Una signora della Musica. Già detto. Una presenza fondamentale. Già detto. È stato già detto tutto per la Pravo, c'è ancora molto da dire per Briga, forse. Un duetto nato strano che continua a lasciare un po' spaesati. Spiazzanti.

Arisa – Un po' come la vita

Si stava divertendo, Arisa, ma la febbre non le ha dato tregua per tutta la giornata e così nonostante un inizio in cui pareva tutto andare per il verso giusto, appena la canzone è salita non ce l'ha fatta. Era disperata, ma alla fine siamo tutti con lei. Coraggiosa (e malata).

Irama – La ragazza con il cuore di latta

Irama entra subito dopo il momento emozionante della cantante, ma l'aura emotiva è andata sul palco e lui porta a casa la pagnotta, come sempre, preciso e convinto.

Achille Lauro – Rolls Royce

Quali parole usare ancora per lui che in questi giorni ha dovuto rispondere ad accuse di plagio e istigazione alle droghe. Sì, una polemica continua per lui che alla fine si abbraccia la croce e comunque è il più rock. Impassibile.

Nino D'Angelo e Livio Cori – Un'altra luce

Il pezzo c'è, anche la voce, ma sem

Federica Carta e Shade – Senza farlo apposta

"Senza farlo apposta" è sempre più un piccolo tormentone, ormai la coppia Shade e Federica Carta è una certezza, una coppia di fatto in grado di centrare il tormentone. Due su due.

Simone Cristicchi – Abbi cura di me

È uno dei più amati: la sala stampa lo adora e anche il pubblico ama questa che lui ha definito "preghiera". Sul palco si emoziona alla fine, quando il pubblico gli riserva una standing ovation. Intenso

Enrico Nigiotti – Nonno Hollywood

Non ci sta Nigiotti a questo continuo dover suonare a mezzanotte e lo fa notare non solo sui social ma anche sul palco e andando via, rivolto a Bisio dice "Tanto sono svegli anche a mezzanotte". Arrabbiato.

Boomdabash – Per un milione

Si balla sempre sul palco dell'Ariston soprattutto quando ci salgono loro, i salentini che hanno il levare nel sangue. Il loro reggae è contagioso e lo è anche per il pubblico. Dancehall.

Einar – Parole nuove

Einar finisce questa sua esperienza tra i Big del Festival di Sanremo. Sa di esserci un po' per caso, con un pezzo non proprio forte, ma fa quello che deve fare.

Motta – Dov'è l'Italia

Grintoso, rock&roll e carico come una molla anche se è l'ultimo e si esibisce ben dopo la mezzanotte. ma Motta se ne frega e porta la sua "Dov'è l'Italia" fino in fondo. Notturno.